DORIFORA DELLA PATATA

Indice (TOC)
  1. 1. Uovo
    1. 1.1. Di forma ovoidale e lungo circa 1,6 mm, presenta corion liscio di colore giallo-arancio. Viene deposto in ovature di 20-40 uova sulla pagina inferiore delle foglie della pianta ospite. Nel corso della sua vita una femmina di Dorifora può deporre fino a 1000 uova.
    2. 1.2. Larva
    3. 1.3. Oligopoda, campodeiforme, lunga 11-12 mm, nel complesso di colore giallo-arancio, con capo e zampe nere, parte posteriore del protorace annerita e due file laterali di placche nere lungo l'addome.
    4. 1.4. Pupa
    5. 1.5. Di aspetto simile a quello della larva. Immobile, si stabilisce in una cella terrosa a 5-15 cm di profondità in cui avverrà la metamorfosi definitiva.
    6. 1.6. Adulto
    7. 1.7. Lungo 10-12 mm, ha forma ovale; presenta colore di fondo giallo-ocra, pronoto e zampe con macchie nere irregolari per forma e dimensioni. Le elitre sono di colore più chiaro, percorse longitudinalmente da dieci bande nere (da cui il nome di decemlineata).
  2. 2. Origine e distribuzione
    1. 2.1.   Giallo - Origini della dorifora Arancione - Diffusione della dorifora Verde - Origini della patata Le origini dell'insetto non sono chiare, ma sembra che sia originario delle regioni meridionali del Nord America, specificatamente della zona tra il Colorado e il Messico. Attualmente questo insetto è diffuso in quasi tutto il globo.
  3. 3. Storia
    1. 3.1. Nel 1877, la dorifora raggiunse l'Europa e procedette a diffondersi in tutto il continente. Durante la Seconda guerra mondialel'invasione della dorifora venne usata come propaganda, affermando che la dorifora era stata lanciata dagli aerei americani. A questo periodo risale la diffusione in tutta Europa dell'insetto che fu introdotto in Italia nel 1944.
  4. 4. Piante ospiti
    1. 4.1. La Dorifora si sviluppa esclusivamente su Solanaceae, preferibilmente sulla patata (Solanum tuberosum ); molto soggetta agli attacchi è anche la melanzana (Solanum melongena ) su cui migrano gli adulti in estate quando abbandonano le piante ormai scheletrizzate di patata. Molto meno frequenti sono le infestazioni a carico di pomodoro (Solanum lycopersicum ) e peperone (Capsicum annuum ) e su solanaceae spontanee (Solanum nigrum, morella comune; Solanum dulcamara, dulcamara).
  5. 5. Danni provocati
    1. 5.1.   Larve di dorifora su foglie diSolanum tuberosum Il danno si manifesta sulle foglie ed è determinato da tutte le forme mobili (adulti e larve) che si comportano da defogliatori. Le piante infestate vengono defogliate completamente; le piante possono morire subito o reagire producendo germogli laterali a scapito della produzione di tuberi. Chimica Il trattamento chimico va eseguito alla comparsa delle prime infestazioni verificando che la pianta non sia in fioritura. Se la pianta è in fioritura occorre anticipare o posticipare gli interventi. I trattamenti possono essere ripetuti a seconda delle necessità alternando le sostanze attive per evitare fenomeni di desensibilizzazione. In certi casi si possono utilizzare dei piretroidi caratterizzati da bassa tossicità, breve periodo di carenza, ma ad effetto abbattente e sterilizzante sulla biocenosi, specialmente quella utile. Possibile anche l'utilizzo di Neonicotinoidi per irrorazioni fogliari e concia dei tuberi-seme e di Chitinoinibitori per la devitalizzazione di uova e larve di I età.
    2. 5.2. Biologica
    3. 5.3. La Dorifora è controllata in natura da diversi limitatori naturali tra cui meritano menzione Edovum puttleri Grissel, Imenottero parassitoide oofago la cui femmina depone le uova all'interno dell'uovo di Dorifora che viene utilizzato solo per colture in ambiente protetto e Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki (ceppo EG2424) etenebrionis (specifico), batteri in grado di provocare la paralisi dell'intestino medio degli insetti che li ingeriscono.  

La dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata ) è un insetto dell'ordine dei Coleotteri e alla famiglia dei Chrysomelidae.

 

Uovo

Di forma ovoidale e lungo circa 1,6 mm, presenta corion liscio di colore giallo-arancio. Viene deposto in ovature di 20-40 uova sulla pagina inferiore delle foglie della pianta ospite. Nel corso della sua vita una femmina di Dorifora può deporre fino a 1000 uova.

Larva

Oligopoda, campodeiforme, lunga 11-12 mm, nel complesso di colore giallo-arancio, con capo e zampe nere, parte posteriore del protorace annerita e due file laterali di placche nere lungo l'addome.

Pupa

Di aspetto simile a quello della larva. Immobile, si stabilisce in una cella terrosa a 5-15 cm di profondità in cui avverrà la metamorfosi definitiva.

Adulto

Lungo 10-12 mm, ha forma ovale; presenta colore di fondo giallo-ocra, pronoto e zampe con macchie nere irregolari per forma e dimensioni. Le elitre sono di colore più chiaro, percorse longitudinalmente da dieci bande nere (da cui il nome di decemlineata).

Origine e distribuzione

 
Giallo - Origini della dorifora
Arancione - Diffusione della dorifora
Verde - Origini della patata

Le origini dell'insetto non sono chiare, ma sembra che sia originario delle regioni meridionali del Nord America, specificatamente della zona tra il Colorado e il Messico. Attualmente questo insetto è diffuso in quasi tutto il globo.

Storia

Nel 1877, la dorifora raggiunse l'Europa e procedette a diffondersi in tutto il continente. Durante la Seconda guerra mondialel'invasione della dorifora venne usata come propaganda, affermando che la dorifora era stata lanciata dagli aerei americani. A questo periodo risale la diffusione in tutta Europa dell'insetto che fu introdotto in Italia nel 1944.

Piante ospiti

La Dorifora si sviluppa esclusivamente su Solanaceae, preferibilmente sulla patata (Solanum tuberosum ); molto soggetta agli attacchi è anche la melanzana (Solanum melongena ) su cui migrano gli adulti in estate quando abbandonano le piante ormai scheletrizzate di patata. Molto meno frequenti sono le infestazioni a carico di pomodoro (Solanum lycopersicum ) e peperone (Capsicum annuum ) e su solanaceae spontanee (Solanum nigrum, morella comune; Solanum dulcamara, dulcamara).

Danni provocati

 
Larve di dorifora su foglie diSolanum tuberosum

Il danno si manifesta sulle foglie ed è determinato da tutte le forme mobili (adulti e larve) che si comportano da defogliatori. Le piante infestate vengono defogliate completamente; le piante possono morire subito o reagire producendo germogli laterali a scapito della produzione di tuberi.

Chimica

Il trattamento chimico va eseguito alla comparsa delle prime infestazioni verificando che la pianta non sia in fioritura. Se la pianta è in fioritura occorre anticipare o posticipare gli interventi. I trattamenti possono essere ripetuti a seconda delle necessità alternando le sostanze attive per evitare fenomeni di desensibilizzazione. In certi casi si possono utilizzare dei piretroidi caratterizzati da bassa tossicità, breve periodo di carenza, ma ad effetto abbattente e sterilizzante sulla biocenosi, specialmente quella utile. Possibile anche l'utilizzo di Neonicotinoidi per irrorazioni fogliari e concia dei tuberi-seme e di Chitinoinibitori per la devitalizzazione di uova e larve di I età.

Biologica

La Dorifora è controllata in natura da diversi limitatori naturali tra cui meritano menzione Edovum puttleri Grissel, Imenottero parassitoide oofago la cui femmina depone le uova all'interno dell'uovo di Dorifora che viene utilizzato solo per colture in ambiente protetto e Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki (ceppo EG2424) etenebrionis (specifico), batteri in grado di provocare la paralisi dell'intestino medio degli insetti che li ingeriscono.

 

 

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Bravo , sei riuscito a metterlo!!!!!!!!
Inviato 14:15, 16 Nov 2014 ()
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