L'ERMELLINO DELLA NUOVA ZELANDA

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L'ermellino (Mustela erminea, Linnaeus 1758) è un piccolo mammifero della

famiglia dei Mustelidi, diffuso in Europa, Asia e Nord America.

Descrizione

La coda ha una lunghezza che va dagli 8 ai 12 cm. Il corpo varia da 22 a 32 cm. I

maschi sono molto più grandi delle femmine. Il corpo è lungo e snello, con corte

zampe.

La sua caratteristica principale è quella di cambiare il colore della pelliccia di

stagione in stagione. In estate, è bruno rossastro nella parte superiore del corpo e

bianco nella parte inferiore, con sfumature giallastre. La punta della coda è nera.

In inverno la pelliccia diventa totalmente bianca, tranne la punta della coda che

rimane nera.

La sua pelliccia è stata molto ricercata, soprattutto nella variante bianca, per

l'industria della pellicceria, scatenando una vera e propria caccia, che ha causato una

grande riduzione della popolazione. È un grande carnivoro.

Distribuzione e habitat

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Areale della specie

Ha una ampia diffusione in tutto l'emisfero settentrionale, dal Nord America

all'Europa all'Asia, estendendosi dalla zona temperata sino alla regione artica. È

stato introdotto in Nuova Zelanda, nel tentativo, mal riuscito, di controllare

l'espansione dei conigli, e si è rivelato un pericolo per la sopravvivenza di molte

specie di uccelli, di cui preda voracemente le uova per cui è stato inserito nell'elenco

delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo. In Italia è presente, con un

areale frammentato, solo sull'arco alpino[1].

L'ermellino vive soprattutto nei boschi, ma è molto adattabile e si può trovare anche

nelle brughiere, nelle praterie e lungo le siepi.

Ecolologia

Questo carnivoro utilizza una vasta gamma di ambienti, preferendo quelli che gli

offrono una maggiore disponibilità di rifugi naturali per la presenza di vegetazione

arbustiva e di pietre. La specie è quindi presente nelle foreste con ricco sottobosco,

nelle pietraie, o nella prateria alpina fino ad un'altitudine di 3500 metri.


Biologia

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Esemplare con mantello estivo

 

L'attività dell'ermellino si esplica sia di giorno sia di notte. Fra i carnivori è senz'altro

una delle specie più facilmente osservabili in natura, sia a causa della sua attività

diurna sia a causa del suo temperamento curioso. Può infatti accadere che, avvistato

un estraneo, l'Ermellino si nasconda immediatamente, per poi ricomparire

all'improvviso nell'intento di controllare i movimenti dell'intruso.

Riproduzione

Il periodo degli amori può verificarsi sia in primavera sia in estate.

Nel primo caso si ha una gestazione normale che dura circa due mesi. Nel secondo

caso invece si assiste ad una gestazione, apparentemente molto lunga, della durata

di 8-12 mesi; ciò permette di adeguare le date di nascita alle migliori condizioni

ambientali per lo sviluppo dei piccoli.

Nel secondo tipo di gestazione lo sviluppo dell'uovo fecondato prosegue per 14

giorni dopodiché vi è un periodo di quiescenza, cioè un arresto nella crescita, che

dura parecchi mesi; successivamente l'uovo si impianta nell'utero e si sviluppa

normalmente. La femmina partorisce 5 o 6 piccoli nei luoghi più disparati: fessure

nella roccia, cavità naturali nel terreno, pietraie o anche angoli nascosti di case o

malghe abbandonate. Costruisce le sue tane sotto terra, in lunghi cunicoli, dove si

rifugia immediatamente in caso di pericolo. Se minacciato, produce un forte e

sgradevole odore di muschio dalle ghiandole anali.

Alimentazione

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Ermellino nell'atto di uccidere un coniglio

 

La dieta dell'ermellino, essenzialmente di tipo

carnivoro, comprende piccoli roditori (in

particolare l'arvicola delle nevi) oltre a uccelli,

rettili e invertebrati. L'animale esplora attentamente l'ambiente in cerca delle tracce

della propria preda, utilizzando in particolare l'olfatto. Avvistata la preda, l'ermellino

si avvicina a essa con molta circospezione e, tramite un balzo fulmineo, l'afferra a

livello della nuca per provocarne la morte istantanea. L'animale ucciso viene

immediatamente divorato oppure trasportato nella tana dove va a costituire una

riserva alimentare.

 

Giacomo

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