VISONE VESPA

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Alieni in Italia, le 10 specie  più pericoloseScoiattolo grigio (Sciurus carolinensis)                      Origine: Originario del Nord America, prolifera ovunque ci siano boschi e foreste. È arrivato in Inghilterra alla fine del XIX secolo, dove oggi è dominante e ha ridotto lo scoiattolo rosso, il “padrone di casa”, ai minimi termini. È destinato a colonizzare Francia e Svizzera. Potenzialmente può estendersi a tutto il continente.

Effetti:
Lo scoiattolo grigio entra in competizione con lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), che in Europa è la specie autoctona. Il nuovo arrivato è più abile a procurarsi il cibo ed è di stazza più grande. Senza l'intervento dell'uomo, lo scoiattolo rosso è destinato all'estinzione. Oltretutto, l'invasore è immune alla sifilide degli scoiattoli, una malattia che invece colpisce gli animali autoctoni. Anche l'impatto ambientale è notevole: lo scoiattolo grigio scorteccia gli alberi, li indebolisce e li rende più vulnerabili a insetti e funghi. Anche l'agricoltura paga il suo prezzo a questa specie, che danneggia i frutteti.

Dove si trova in Italia:
Soprattutto in Piemonte (nel Torinese e nel Cuneese) e nel varesotto. I primi esemplari sono stati introdotti da privati come animali da compagnia. Poi sono stati liberati, o sono scappati. In Inghilterra il piano di eradicazione è molto sviluppato, mentre il Consiglio d’Europa ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia che non ha dato seguito alle raccomandazioni di controllare lo sviluppo di questa specie. Nelle regioni più colpite è appena partito un piano di controllo finanziato dalla UE.

 

Tartaruga guance rosse (Trachemys scripta)
Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

Origine: Siamo abituati a vederla nuotare nei parchi o negli acquari delle nostre città, ma la tartaruga dalle guance rosse è originaria di una zona molto limitata: tra gli Stati Uniti e il Messico orientali. È da anni uno dei rettili con più mercato al mondo. Infatti ha conquistato l'Asia, i Caraibi, Israele, il Bahrein, il Sud Africa e molti paesi europei. In Francia e in Italia è onnipresente perché riesce anche a riprodursi. Moltissimi esemplari anche in Spagna, nelle regioni di Catalogna e Andalusia. In generale, sono più numerose nelle grandi città.

Effetti: Questa tartaruga compete con la testuggine palustre autoscona (Emys orbicularis) sia per il cibo che per il territorio. Entrambe hanno bisogno di luoghi assolati e umidi per la loro termoregolazione. Come spesso accade, l'animale “invasore” è più aggressivo e riesce a togliere spazio e cibo all'autoctono. L'animale nostrano, infatti, è segnalato in forte diminuzione. Ma qualche rischio c'è anche per l'uomo: le tartarughe guance rosse sono un potenziale vettore della salmonella.

Dove si trova in Italia:
Ovunque. Nel nostro paese la tartaruga guance rosse sta ormai soppiantando la padrona di casa, Emys orbicularis. Come in altri paesi, anche in Italia sono stati venduti migliaia di esemplari da rivenditori di animali. Quando la tartaruga cresce e diventa più aggressiva, viene quasi sempre lasciata negli stagni e nei parchi delle città. Il problema è molto sentito ed è noto da tempo: già dal 1997 l'Unione Europea ha sospeso l'importazione di Trachemys scripta. Possono entrare però tutte le sue sottospecie.

 

Visone americano (Neovison vison)

Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose
Origine:
Come suggerisce il nome, viene dall'America, Stati Uniti e Messico in particolare. È un animale da pelliccia e la sua diffusione in altri continenti è dovuta proprio agli allevamenti per lo sfruttamento del suo manto pregiato da cui è fuggito o è stato liberato da gruppi animalisti. Si trova in Europa, in Russia, in alcuni paesi latinoamericani e in Giappone. La sua presenza è in costante aumento in tutto il mondo. Fanno eccezione il Regno Unito e la Svezia, dove sta diminuendo.

Effetti:
Fuori dal suo contesto naturale il visone americano ha un impatto enorme sulla biodiversità. È un predatore formidabile di molti animali selvatici, è una minaccia per gli uccelli che nidificano a terra (come la canapiglia e la moretta) e provoca danni anche alla pesca. Ma soprattutto, il suo arrivo nel vecchio continente è coinciso con il rapido declino del visone europeo (Mustela lutreola), che oggi è considerato uno dei mammiferi più a rischio di estinzione. In Italia, l'invasore potrebbe ostacolare il ripopolamento della lontra - una specie protetta - ed è in competizione con la puzzola.

Dove si trova in Italia:
Le colonie più numerose sono nel nord-est italiano. Ma ci sono molti esemplari anche in Sardegna, nel parco nazionale d'Abruzzo e nel Lazio, dove si è appena conclusa la fase preliminare di un programma di eradicazione.

 

 

Vespa velutina (Vespa velutina nigrithorax)
Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

Origine: Proviene dal sud-est asiatico: Cina, India, Indocina e Giava. Nel 2004 è stata scoperta in Francia e da poche settimane anche in Spagna.

Effetti: La vespa velutina, anche detta calabrone asiatico per la sua somiglianza con quest'insetto, è piuttosto aggressiva nei confronti dell'uomo e può far male con il suo lungo pungiglione. Il problema principale, però, è un altro: questa vespa si nutre di molti insetti tra cui le api, fondamentali per l'ecosistema. Le api asiatiche hanno imparato a difendersi mentre quelle europee, prese alla sprovvista, sono vulnerabili.

Dove si trova in Italia: Per il momento non è ancora arrivata, ma sembra solo questione di tempo. Piero Genovesi dell'Ispra sottolinea che nel nostro paese manca un adeguato sistema di allerta. E quando ci accorgeremo che la vespa asiatica è arrivata, sarà forse già troppo tardi.

 

 

Tarlo asiatico (Anoplophora chinensis malasiaca)Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose


Origine: Questo piccolo cerambicide nero a chiazze bianche proviene da vari paesi asiatici, Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Birmania e Vietnam. Da lì ha raggiunto due continenti: gli Stati Uniti e l'Europa. In particolare Francia e Italia, ma sarebbe in grado di sopravvivere in buona parte del vecchio continente. È arrivato assieme alle piante bonsai.

Effetti: Potenzialmente gli effetti di questo insetto sono devastanti: nelle aree urbane uccide gli alberi. In Cina ne sono stati tagliati centinaia di migliaia. Ma il tarlo asiatico è anche ghiotto di agrumi. È una minaccia molto seria per i frutteti. Non solo: le sue larve rovinano il legname tagliato.

Dove si trova in Italia: Per ora è stato osservato solo a Roma e a Varese. Ma si sta espandendo e, se dovesse raggiungere il sud, provocherebbe enormi danni economici all'agricoltura, che ha negli agrumeti un punto di forza. L'eradicazione è molto difficile: ci si accorge di lui solo quando ha già danneggiato un albero.

 

Usignolo del Giappone (Leiothrix lutea)
Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

Origine: In questo caso il nome inganna: non viene dal Giappone ma dall'India e dalla Cina meridionale. È arrivato in Francia, Spagna, Inghilterra (dove si è già estinto) e anche nel nostro paese.  Si lascia addomesticare facilmente e ha un canto piacevole: molto probabilmente è stato portato in Europa da qualche suo “ammiratore”.

Effetti: “È molto difficile stabilire con precisione gli effetti di un uccello alloctono sulla fauna locale, soprattutto nel breve periodo”, spiega Piero Genovesi dell'Ispra, "ma è facile pensare che dove si moltiplica l'usignolo giapponese arretrano gli autoctoni, perché compete con loro nel procurarsi il cibo”. È anche predatore di nidi.

Dove si trova in Italia: È stato osservato nel Nord-Est, nel Lazio, nelle Marche e in Piemonte. Ma soprattutto in Liguria e in Toscana dove, in alcune aree, è diventato addirittura la specie dominante.

 

Gambero di fiume australiano (Cherax destructor)Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose



Origine: Viene da Australia, dove è chiamato yabby, e Papua Nuova Guinea. Questo crostaceo blu, molto ricercato dagli amanti degli acquari, è stato introdotto in Svizzera, Germania e Inghilterra per allevamento. In Spagna e in Italia il rischio che questo animale entri nell'ecosistema è più alto.

Effetti:
Già il nome è poco incoraggiante: si tratta di uno dei crostacei più aggressivi. Se dovesse entrare in natura, Cherax destructor metterebbe a rischio la sopravvivenza del gambero d'acqua dolce, la specie autoctona già minacciata da altri tre “cugini” venuti da lontano: il gambero rosso della Louisiana, il gambero turco e il gambero americano.

Dove si trova in Italia: Per ora è confinato in pochi allevamenti. In Friuli Venezia Giulia, veneto, Sicilia e Lazio, dove è stato scoperto nell'ambito di Pasal, un progetto curato dall'Agenzia Regionale Parchi che ha tra gli obiettivi quello di catalogare tutte le specie alloctone all'interno della regione. Il crostaceo è presente nell'oasi di Ninfa, in provincia di Latina. Per ora gli esemplari sono confinati nelle vasche di un allevamento dismesso, ma a pochi metri di distanza dall'area naturale. Se qualche gambero dovesse avventurarsi al di là dello specchio d'acqua in cui è nato, l'invasione sarebbe molto più difficile da controllare. Nella foto, la cattura di un esemplare proprio nell'oasi di Ninfa.

 

 

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Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
CHE NE DITE ?
Inviato 17:04, 7 Nov 2014 ()
Brava chiara
Inviato 17:07, 7 Nov 2014 ()
GRAZIEEE
Inviato 18:52, 7 Nov 2014 ()
Quante informazioni !
Inviato 18:57, 7 Nov 2014 ()
Grazie giacomo
Inviato 21:06, 7 Nov 2014 ()
Brava,interessante ma ne hai fatti due di articoli???!!!
Inviato 13:04, 8 Nov 2014 ()
l'altro si e cancellato
Inviato 18:25, 8 Nov 2014 ()
Ciao!!!!! 18:54, 13 Nov 2014 modificato
Inviato 18:53, 13 Nov 2014 ()
Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
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