siluro

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I fiumi del bacino del Po sono letteralmente invasi dal siluro (Silurus glanis), una specie ittica
alloctona, originaria dell’Europa centrale ed orientale, accidentalmente introdotta nelle nostre acque e
successivamente diffusa per scriteriati fini alieutici. È un predatore particolarmente vorace, che può
raggiungere dimensioni enormi, anche oltre il quintale e che sta di fatto massacrando la fauna ittica
autoctona, cioè quell’insieme di specie che, da tempi geologici, abita il reticolo idrografico che
alimenta il Po. 
Il siluro non è di destra, neppure di sinistra, non ha sentimenti, neppure ideali, non è “brutto” o “bello”,
“simpatico” o “antipatico”,…            
è semplicemente un pesce, i cui comportamenti (tesi a farlo agire come un predatore) non sono frutto di
 “ragionamenti”, ma il risultato di processi adattativi che si sono sviluppati nel corso di una evoluzione della
durata dei tempi geologici e che gli hanno assegnato un preciso ruolo (nicchia ecologica) negli ecosistemi
dell’Europa continentale, in equilibrio con quegli ambienti. La sua presenza nelle nostre acque è
conseguenza (e chiaro esempio) di una gestione faunistica profondamente scorretta ed è diventata una
delle cause principali (forse irreversibile) della possibile scomparsa delle specie ittiche autoctone, molte
delle quali endemismi del bacino del Po, per cui la loro eventuale (purtroppo probabile) estinzione
contribuirebbe ad allungare le liste rosse a livello mondiale.
Le liste rosse con le specie estinte o a rischio di estinzione, non sono elenchi redatti per soddisfare
semplici curiosità o le esigenze dei ricercatori, ma sono veri e propri indicatori biologici, cioè una
sorta di termometri che segnalano la febbre di un pianeta ormai esausto. Gli effetti di una corretta
politica ambientale, condizione essenziale per la sostenibilità delle società umane, si misurano anche
sulla base dei livelli di conservazione della biodiversità, la quale si può definire come numero di
specie viventi nei vari ecosistemi e nel mondo. Fermare le estinzioni comporta azioni di governo del
territorio in grado di rimuoverne le cause, ma spesso ciò non basta.
Immaginiamo di riuscire a conseguire gli obiettivi di qualità relativi allo stato ecologico delle acque
dei nostri fiumi come, tra l’altro, impone la Direttiva 2000/60/CE (recepita in Italia con il D. Lgs.
152/06). Immaginiamo, nel prossimo futuro, il fiume Po con acque pulite, più sicuro sotto il profilo
idrogeologico (evitando inutili e costosi interventi di sistemazione idraulica), con portate idriche
sufficienti per garantire l’autodepurazione e con buona parte delle sponde fluviali in condizioni
naturali (o prossime ad essere tali). Un simile quadro idilliaco non è un’utopia; esso è un obiettivo
concreto, per il cui conseguimento sarebbe quasi sufficiente il “semplice” rispetto delle norme
esistenti. Ma un fiume può ritornare ad essere funzionale, anche quale risorsa idrica preziosa per le
generazioni future, soltanto se sono efficaci tutti i processi fisici e biologici che lo contraddistinguono
come ecosistema e tra questi, importantissima è la catena alimentare. I diversi anelli trofici di una
catena alimentare, per essere efficienti, devono essere occupati dagli organismi adatti all’ambiente
fluviale, cioè quelli risultanti dalla storia geobiologica della regione di cui il fiume fa parte. Ma se
nelle acque del fiume Po risanato come sopra descritto è presente il siluro, la catena alimentare non
potrà essere ricostituita. Cosa facciamo?
L’unica possibilità è l’eradicazione o almeno il contenimento della specie. In termini più espliciti
significa la cattura del maggior numero di individui e la loro soppressione. È un tema da tempo
all’attenzione della comunità scientifica: non esistono alternative. Proviamo a descrivere cosa ciò
significhi in termini operativi. Occorrerebbero numerose squadre di operatori, prevalentemente
composte da pescatori, che presterebbero servizio volontario collaborando con gli agenti di vigilanza e
con il coordinamento degli ittiologi. I siluri, mediante tecniche particolari, verrebbero catturati ed
uccisi e, per la maggior parte, inviati in discarica. Si tratterebbe di una attività cruenta ed è facile
prevedere la netta opposizione degli animalisti che solleverebbero una questione prettamente morale,
in grado di coinvolgere i sentimenti di gran parte dei cittadini. I pescatori verrebbero rappresentati
come violenti assassini, autorizzati a sfogare i loro peggiori istinti con la scusa di un intervento di
risanamento che, in realtà, significherebbe soltanto il crudele massacro di animali poveri, indifesi e
senza colpe. In altre parole risulterebbe un confronto perdente con i succitati pregiudizi
morali/sentimentali condizionati da una cultura fortemente deficitaria rispetto alle scienze naturali e di
cui discuteremo più avanti.
La presenza di pesci esotici nelle acque interne italiane è, in generale, un problema molto grave ed il
caso del siluro è solo il più noto. Oltre metà del numero di specie che popolano le acque dolci del
nostro Paese appartengono a specie aliene che, rispetto agli ambienti terrestri, sono molto difficili (se
non impossibili) da eradicare. La presenza di tali specie è gravemente impattante sugli ambienti
acquatici, soprattutto per il grave rischio di irreversibilità del fenomeno (G
HERARDI et al., 2008)
Pur non prescindendo da un giudizio evidentemente negativo sulle modalità di gestione della fauna
ittica che ha caratterizzato questi ultimi decenni, valgono, per oggi e per il prossimo futuro, le seguenti
domande: Chi rispetta di più la natura? Chi ama di più gli animali? Chi si impegna di più per
ricostruire equilibri ambientali sostenibili? Il pescatore assassino che uccide i siluri, la cui presenza
nelle nostre acque è dovuta alla deprecabile arroganza dell’uomo nel pretendere di modificare la
natura anche solo per diletto? Oppure l’animalista che, negando ogni forma possibile di contenimento
(inevitabilmente cruenta), assiste, con atteggiamento impotente, al massacro e quindi all’estinzione di
specie endemiche, veri e propri monumenti rappresentativi della storia geobiologica del pianeta e che
la natura ha avuto il torto di lasciarci in eredità? Chi è, in realtà, più crudele?
 
 
 

 

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Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
chi è che ha messo questa pagina?
Inviato 18:31, 6 Nov 2014 ()
Booo
Inviato 18:40, 6 Nov 2014 ()
stranezza????????!!!!!!!!!!!!!!!!
Inviato 18:41, 6 Nov 2014 ()
chi lo sa???!!!
Inviato 18:47, 6 Nov 2014 ()
credo Matraxia?!
Inviato 19:51, 6 Nov 2014 ()
Chi sara' stato
Inviato 20:54, 6 Nov 2014 ()
Ma Matraxia è già entrato su wiki? ?? !!!
Inviato 22:03, 6 Nov 2014 ()
Si' e' Matraxia
Inviato 21:49, 9 Nov 2014 ()
Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
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