Flora aliena

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orse non molti sanno che tra di noi ci sono degli “alieni” silenziosi che incontriamo tutti i giorni. Non provengono da un’altra galassia, ma è il nome che viene dato alle specie animali e vegetali cosiddette “Alloctone”, ovvero non originarie del luogo in cui si trovano. Le riserve romane sono piene di invasori, soprattutto piante, provenienti da altri paesi, ormai ben adattati ai nostri ambienti, che si mimetizzano tra la flora presente. La caratteristica principale delle specie vegetali alloctone è quella di essere stata importata ed impiantata dall’uomo. Nella Riserva Naturale dell’Insugherata sono presenti moltissime piante aliene, tra cui ne spiccano tre: Eucalipto, Ailanto e Robinia.

La prima pianta presa in esame è la Robinia (Robinia pseudacacia) specie con portamento arboreo, originaria del nord-america, importata per scopi ornamentali e per l’utilizzo del legno, che si è naturalizzato in tutta Europa. Appartiene alla famiglia delle Leguminose e come tipico di questa famiglia, contribuisce ad arricchire il suolo di composti azotati. Presenta un alto tasso di crescita che la rende una specie invasiva e la porta a vincere la competizione con gli esemplari circostanti, soprattutto a discapito delle nostre specie autoctone. La seconda specie presa in considerazione è l’eucalipto (Eucalyptus globulus), albero proveniente dell’Australia, e arrivato in Italia verso la fine del ’800. Solo i primi del 900 ha preso piede, soprattutto nel Lazio e Liguria per la sua capacità di assorbire l’acqua dal terreno. Per tale motivo venne utilizzata in quei territori paludosi, come la pianura pontina, durante la bonifica, proprio poiché in grado di prosciugare stagni dove annidava la zanzara responsabile del gravissimo problema della malaria.

L’eucalipto presenta diversi vantaggi per l’uomo, tra cui quello di contenere, all’interno delle sue foglie, un olio essenziale con dei principi attivi utilizzati nella medicina e nella cosmesi. Pur essendo un sempreverde, il fogliame, ricco di acido cianidrico, rende il terreno inadatto alla crescita di altre specie. Ultima pianta é l’ailanto, infine, (Ailanthus altissima) anche detto Albero del Paradiso è stato importato dalla Cina verso la metà del ‘700. Utilizzato come albero ornamentale anche per la sua grande capacità di crescere in modo rigoglioso, venne principalmente importato come pianta associata all’allevamento di una farfalla la Sfinge dell’ailanto con caratteristiche simili a quelle del baco da seta. Purtroppo questo animale non ha mai attecchito nei nostri climi, permettendo a questo albero di dilagare ed entrare in competizione con la nostra flora autoctona. Estirpare l’ailanto è un lavoro molto complesso. Infatti, anche se si taglia o si estirpa in parte, i polloni rimanenti sono molto vigorosi, producendo diversi getti a crescita molto veloce.

Per cercare di limitare la presenza di tali specie che causa perdita di biodiversitá a causa della forte competizione per risorse alimentari e occupazione di spazi su vaste superficie, a discapito delle piante autoctone, gli enti di ricerca e gestione delle aree protette del comune di Roma, stanno monitorando le varie riserve per la ricerca di un metodo che possa diminuire la presenza di tali essenze vegetali per favorire la conservazione in situ delle nostre specie.

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Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
Vi piace!!!!!
Inviato 22:08, 5 Nov 2014 ()
bravo,interessante !!!!
Inviato 14:58, 6 Nov 2014 ()
Bravo
Inviato 16:58, 6 Nov 2014 ()
MOLTO interessante!!!!!!!!!!!!!!!!
Inviato 17:43, 6 Nov 2014 ()
BELLE LE FOTO!!!!!!!!!!
Inviato 15:10, 7 Nov 2014 ()
Interessante
Inviato 13:37, 8 Nov 2014 ()
grazieeee
Inviato 18:07, 8 Nov 2014 ()
Non male
Inviato 21:50, 9 Nov 2014 ()
Visualizzato commento 8 di 8 : vedi tutti
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