NORD-AMERICA E EUROPA

STEFANO T.-LORENZO-SERENA-GIADA G

VESPA

  •  Origine: Proviene dal sud-est asiatico: Cina, India, Indocina e Giava. Nel 2004 è stata scoperta in Francia e da poco anche in Spagna.

 

  • Effetti: La vespa velutina, anche detta calabrone asiatico per la sua somiglianza con quest'insetto, è piuttosto aggressiva nei confronti dell'uomo e può far male con il suo lungo pungiglione. Il problema principale, però, è un altro: questa vespa si nutre di molti insetti tra cui le api, fondamentali per l'ecosistema. Le api asiatiche hanno imparato a difendersi mentre quelle europee, prese alla sprovvista, sono vulnerabili. 

 

  • Dove si trova in Italia: Per il momento non è ancora arrivata, ma sembra solo questione di tempo. Piero Genovesi dell'Ispra sottolinea che nel nostro paese manca un adeguato sistema di allerta. E quando ci accorgeremo che la vespa asiatica è arrivata , sarà forse già troppo tardi. Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

 VISONE AMERICANO

  • Origine: Come suggerisce il nome, viene dall'America, Stati Uniti e Messico in particolare. È un animale da pelliccia e la sua diffusione in altri continenti è dovuta proprio agli allevamenti per lo sfruttamento del suo manto pregiato da cui è fuggito o è stato liberato da gruppi animalisti. Si trova in Europa, in Russia, in alcuni paesi latinoamericani e in Giappone. La sua presenza è in costante aumento in tutto il mondo. Fanno eccezione il Regno Unito e la Svezia, dove sta diminuendo.


  • Effetti: Fuori dal suo contesto naturale il visone americano ha un impatto enorme sulla biodiversità. È un predatore formidabile di molti animali selvatici, è una minaccia per gli uccelli che nidificano a terra (come la canapiglia e la moretta) e provoca danni anche alla pesca. Ma soprattutto, il suo arrivo nel vecchio continente è coinciso con il rapido declino del visone europeo (Mustela lutreola), che oggi è considerato uno dei mammiferi più a rischio di estinzione. In Italia, l'invasore potrebbe ostacolare il ripopolamento della lontra - una specie protetta - ed è in competizione con la puzzola.


  • Dove si trova in Italia: Le colonie più numerose sono nel nord-est italiano. Ma ci sono molti esemplari anche in Sardegna, nel parco nazionale d'Abruzzo e nel Lazio, dove si è appena conclusa la fase preliminare di un programma di eradicazione.

         Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

 USIGNOLO DEL GIAPPONE

 

  •  Origine: In questo caso il nome inganna: non viene dal Giappone ma dall'India e dalla Cina meridionale. È arrivato in  Francia, Spagna, Inghilterra (dove si è già estinto) e anche nel nostro paese.  Si lascia addomesticare facilmente e ha  un canto piacevole: molto probabilmente è stato portato in Europa da qualche suo “ammiratore”.

 

  • Effetti: “È molto difficile stabilire con precisione gli effetti di un uccello alloctono sulla fauna locale, soprattutto nel  breve periodo”, spiega Piero Genovesi dell'Ispra, "ma è facile pensare che dove si moltiplica l'usignolo giapponese  arretrano gli autoctoni, perché compete con loro nel procurarsi il cibo”. È anche predatore di nidi.

 

  •  Dove si trova in Italia: È stato osservato nel Nord-Est, nel Lazio, nelle Marche e in Piemonte. Ma soprattutto in  Liguria e in Toscana dove, in alcune aree, è diventato addirittura la specie dominante.

        Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

 

GAMBERO DI FIUME AUSTRALIANO

  •  Origine: Viene dall' Australia, dove è chiamato yabby, e Papua Nuova Guinea. Questo crostaceo blu, molto ricercato dagli amanti degli acquari, è stato introdotto in Svizzera, Germania e Inghilterra per allevamento. In Spagna e in Italia il rischio che questo animale entri nell'ecosistema è più alto.
  • Effetti: Già il nome è poco incoraggiante: si tratta di uno dei crostacei più aggressivi. Se dovesse entrare in natura,Cherax destructor metterebbe a rischio la sopravvivenza del gambero d'acqua dolce, la specie autoctona già minacciata da altri tre “cugini” venuti da lontano: il gambero rosso della Louisiana, il gambero turco e il gambero americano.

 

  • Dove si trova in Italia: Per ora è confinato in pochi allevamenti. In Friuli Venezia Giulia,Veneto, Sicilia e Lazio, dove è stato scoperto nell'ambito di Pasal, un progetto curato dall'Agenzia Regionale Parchi che ha tra gli obiettivi quello di catalogare tutte le specie alloctone all'interno della regione. Il crostaceo è presente nell'oasi di Ninfa, in provincia di Latina. Per ora gli esemplari sono confinati nelle vasche di un allevamento dismesso, ma a pochi metri di distanza dall'area naturale. Se qualche gambero dovesse avventurarsi al di là dello specchio d'acqua in cui è nato, l'invasione sarebbe molto più difficile da controllare. Nella foto, la cattura di un esemplare proprio nell'oasi di Ninfa.

 

 

             Alieni in Italia, le 10 specie  più pericolose

PITONE DELLE ROCCIE INDIANO

 

  •   Non risparmia nessuno. Conigli, linci rosse, neppure i cervi : una sottospecie di pitone indiano, Python molurus bivittatus, sembra stia divorando tutti i mammiferi del Parco nazionale delle Everglades, le celebri paludi della Florida.
  • Da quando nel 2000 questo enorme animale, comunemente noto come pitone delle rocce indiano, ha preso piede in Florida, il numero di molti animali prima presenti in abbondanza è precipitato; e alcuni, come i conigli dalla coda di cotone, potrebbero essere scomparsi del tutto da alcune aree.


          Gli studiosi già sapevano, avendo dissezionato un pitone di 6 metri, che questi serpenti si nutrono di un'ampia           varietà di animali presenti nelle Everglades.

          Spesso tenuti in casa come animali domestici, questi pitoni sono una delle nove specie di serpenti costrittori           importati a milioni negli Stati Uniti negli ultimi trent'anni, rivela lo U.S. Fish and Wildlife Service. Molti di                   questi animali sono poi sia stati rilasciati in natura, che scappati dalle abitazioni, diventando così una specie           aliena invasiva.

  • Ora, per la prima volta, "è stato condotto uno studio  
           che mostra l'impatto di questi serpenti sulla popolazione di animali da preda - e questo impatto purtroppo            sembra alquanto drammatico", dice il responsabile della ricerca, l'erpetologo Michael Dorcas del Davidson                College, in North Carolina. "Abbiamo dato il via alla ricerca perché non vedevamo più in giro un sacco di                    animali",                racconta Dorcas.           Ma "quando abbiamo iniziato a fare i conti, siamo rimasti                        sbigottiti". 

Strade deserte

Ai fini della ricerca, Dorcas e colleghi hanno rilevato il numero di animali trovati sulle strade vivi o morti dal 2003 al 2011. Questi numeri offrono una stima di quanti animali di una determinata specie siano presenti in una data area. Poi i ricercatori li hanno messi a confronto con un rilevamento simile effettuato nel 1996 e nel 1997.

Prima del 2000 era normale avvistare sulle strade dopo il tramonto conigli, volpi rosse e grigie, opossum, procioni e cervi codabianca. Ma nel rilevamento 2003-2011, effettuato su circa 57.000 chilometri di strade, è emerso un "drammatico calo" nell'avvistamento dei mammiferi, afferma la ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Gli avvistamenti di procioni ad esempio sono diminuiti del 99,3 per cento, degli opossum del 98,9 per cento, e delle linci rosse dell'87,5 per cento. Durante il rilevamento inoltre, i ricercatori non hanno avvistato né volpi né conigli. 

Altrettanto preoccupante, dice Dorcas, è quello che potrebbe essere accaduto a specie già a rischio, e quindi più difficili da avvistare. Ad esempio, non è ancora noto se il serpente abbia già messo gli occhi sulla pantera della Florida, una sottospecie di puma considerata a rischio di estinzione dallo U.S. Fish and Wildlife Service.

Ma "non è affatto irragionevole immaginare che un grande pitone possa mangiare uno di questi felini": nel Sudest asiatico questi serpenti mangiano addirittura i leopardi. 

Un impatto ancora non misurabile

È difficile prevedere che effetti avrà il declino nelle popolazioni di mammiferi sulle Everglades, dice Dorcas. Ma alcune specie potrebbero perfino beneficiare della voracità dell'animale: ad esempio il numero di tartarughe, che rimane basso a causa dei procioni, potrebbe aumentare enormemente nei prossimi 20 anni.

Nel frattempo però, alcuni gruppi ambientalisti si stanno mobilitando per arrestare la diffusione del pitone delle rocce indiano in Florida. La "Python Patrol" (pattuglia pitone) di Nature Conservancy, ad esempio, sta cercando di impedire che il serpente si diffonda anche nelle Florida Keys.

Inoltre, il 17  gennaio 2011 il ministero dell'Interno USA ha annunciato la messa al bando delle importazioni e dei trasporti fra stato e stato di quattro specie di serpenti alieni invasivi, tra cui il pitone delle rocce indiano.

"Abbiamo intrapreso delle azioni incisive per combattere la diffusione del pitone e di altre specie non native che minacciano le Everglades e altre aree degli Stati Uniti", ha annunciato il ministro Ken Salazar.
"Non esiste un'unica soluzione a queste sfide ambientali, ma la messa al bando e il divieto di trasporto di questi serpenti rappresentano un passo fondamentale".

 

Etichette
Visualizzato commento 15 di 17 : vedi tutti
bene, continuate
Inviato 17:22, 5 Dic 2014 ()
ho pensato che potremmo raggruppare i diversi animali per continente.Che cosa ne dite?
Inviato 10:10, 6 Dic 2014 ()
bello ok
Inviato 14:12, 6 Dic 2014 ()
PROF VA BENE IL LAVORO CHE STIAMO FACENDO?
Inviato 15:13, 6 Dic 2014 ()
Lory ma vi siete trovati?
Inviato 21:18, 7 Dic 2014 ()
si , va bene ,però manca il titolo dell'ultimo animale trattato, anzi è una ripetizione del tarlo asiatico 18:44, 8 Dic 2014 modificato
Inviato 18:41, 8 Dic 2014 ()
Ciao
Inviato 17:38, 11 Dic 2014 ()
Sta venendo bene
Inviato 17:38, 11 Dic 2014 ()
Va bene prof?
Però ci risulta che il pitone bianco non esista.
Inviato 17:42, 11 Dic 2014 ()
tamburrino le sottopagine le ho fatte, le vostre le fate voi o le faccio io? 08:18, 12 Dic 2014 modificato
Inviato 08:18, 12 Dic 2014 ()
sta venendo veramente bene
Inviato 21:32, 12 Dic 2014 ()
eliminate il serpente albino e ridate un titolo al pitone indiano, va bene?
Inviato 18:19, 6 Gen 2015 ()
fatto
Inviato 17:12, 19 Gen 2015 ()
ho sistemato alcune cose
Inviato 17:41, 20 Gen 2015 ()
Gagliardoni le sotto pagine le abbiamo fatte io è Lorenzo!!!¡
Inviato 09:14, 25 Gen 2015 ()
Visualizzato commento 15 di 17 : vedi tutti
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