Riproduzione e Cure parentali

Indice (TOC)
Nessuna testata

 


01.jpegCon l'approssimarsi dell'estro, che segue cicli di 12 giorni, la femmina comincia a girovagare per il territorio, annusando tutti i segnali odorosi lasciati da altri ghepardi e lasciando i propri: durante l'estro essa è solita orinare all'incirca ogni 10 minuti, lasciando dietro di sé una vera e propria scia odorosa. 
I maschi rispondono prontamente a tali segnali, mettendosi alla ricerca della femmina ricettiva. Quando un maschio trova la femmina, le si avvicina guaendo, e se riceve lo stesso guaito in risposta ha luogo l'accoppiamento. Spesso però sono numerosi i maschi che si mettono sulle tracce della stessa femmina, pertanto ad accoppiarsi con essa è colui il quale riesce ad avere la meglio nelle zuffe che inevitabilmente hanno luogo. Il maschio e la femmina copulano ripetutamente per un paio di giorni, dopodiché si separano.
I maschi cercano di accoppiarsi col maggior numero di femmine ricettive possibile: a loro volta, le femmine possono essere montate da numerosi maschi, sia dello stesso gruppo che di vari gruppi confinanti. Ne risulta che in una singola cucciolata i piccoli possono essere concepiti da vari maschi diversi. Nonostante la femmina possa andare in estro tutto l'anno, essa tende a concepire soprattutto con l'approssimarsi dei cambi di stagione, in modo tale da avere poi un'ampia gamma di prede per sfamarsi ed allattare i piccoli.  

A causa del basso tasso di variabilità genetica, spesso i ghepardi hanno problemi riproduttivi. Inoltre, la mortalità dei cuccioli è estremamente alta (i tre quarti dei piccoli muoiono nella tana, di quelli che sopravvivono i due quinti muoiono prima del compimento del primo anno d'età), sia a causa dei problemi di crescita che della predazione da parte degli innumerevoli carnivori africani. Pare che i ghepardi abbiano cominciato a soffrire di scarsa variabilità genetica dall'ultima glaciazione (oltre due milioni di anni fa), ma il problema recentemente si è acuito a causa della perdita di territorio che sfavorisce ulteriormente gli incroci.

La gestazione dura circa 3 mesi, al termine dei quali la femmina dà alla luce un numero di cuccioli che va da tre a nove. In prossimità del parto, la femmina comincia a cercare un posto adatto per dare alla luce la cucciolata: essa tende ad eleggere a propria tana un luogo ben riparato nella vegetazione fitta o fra le rocce, dove i piccoli possano essere al riparo da occhi indiscreti e dagli agenti atmosferici.


I cuccioli alla nascita sono ciechi e pesano 150-300 g: presentano già la maculatura tipica della specie, tuttavia hanno nuca, collo e parte del dorso ricoperti da una folta peluria grigiastra e priva di macchie che viene persa durante la crescita. Si ritiene che tale peluria abbia lo scopo di rendere i piccoli ghepardi simili all'aggressivo tasso del miele, confondendo così gli eventuali predatori.  

A 2 settimane di vita i piccoli hanno gli occhi aperti e possono muoversi agevolmente: la madre li lascia soli per lungo tempo per andare a caccia. A un mese e mezzo circa i cuccioli cominciano a seguire la madre durante i suoi spostamenti per osservarla ed imparare da lei le tecniche di caccia che consentiranno loro di sopravvivere una volta soli. A tre mesi, i cuccioli perdono del tutto la gualdrappa argentata e mostrano la colorazione adulta.

 

A questa età il gioco risulta fondamentale per i piccoli, che correndo fra loro e simulando agguati imparano i rudimenti della caccia. È solo attorno ai sei mesi di vita che i piccoli ghepardi cominciano a dare la caccia a prede vive: la madre porta loro di tanto in tanto cuccioli di gazzelle od altre piccole prede e lascia che essi li aggrediscano, sebbene è raro che un ghepardo riesca a cacciare con successo ed uccidere una preda prima dell'anno e mezzo di età.
I piccoli restano con la madre per 13-20 mesi, dopodiché l'intera cucciolata (maschi e femmine) si allontana: i membri della cucciolata restano però insieme per altri sei mesi circa dopo la separazione, dopodiché le femmine si separano dal gruppo.

L'allevamento è compito esclusivo della femmina. Questa, se abbandona i piccoli per procurare una preda, non si allontana mai tanto da perdere di vista il punto in cui ha lasciato i cuccioli. Se i cuccioli sono molto piccoli, dopo il pasto essa torna presto indietro, altrimenti li chiama a partecipare al pasto con un verso caratteristico. Questo accade verso i 4 mesi di età, quando incomincia lo svezzamento. Fra 4 e 7 mesi di età i cuccioli praticano essenzialmente il gioco; a 7 mesi incominciano a seguire la madre nella caccia e in questo periodo l'apprendimento delle tecniche di caccia è molto intenso. La madre inizialmente uccide le prede e lascia che i cuccioli se ne nutrano; in un secondo tempo tramortisce le prede e permette ai cuccioli di finirle; infine, si limita a tagliare la strada alle prede per facilitarne la cattura ai cuccioli. A 10 mesi di età i giovani ghepardi sono in grado di cacciare da soli, a poco più di un anno sono pienamente sviluppati e a un anno e mezzo prendono a vagare da soli. La madre nel secondo anno rientra in estro.

La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni dalle femmine, mentre i maschi sono più precoci, divenendo in grado di riprodursi attorno all’anno d’età.

Etichette
E' necessario connettersi per inserire un commento.