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CAMBIAMENTI CLIMATICI

link ottimo a Focus per individuare i filoni di lavoro

http://www.focus.it/speciali/onu-cop...enti-climatici

http://www.lastampa.it/2015/12/02/mu...kI/pagina.html

 

testo del video

I grandi della Terra hanno pochi giorni per un’intesa sul Clima. L’obiettivo principale? Stipulare un accordo formale dove venga indicato come obiettivo il contenimento dell’aumento della temperatura globale, causata dall’attività umana, a 1,5-2 gradi.

180 Paesi hanno presentato alla conferenza di Parigi le loro “promesse” di riduzione delle emissioni di gas serra. I Paesi che vogliono svilupparsi chiedono a quelli industrializzati, che hanno inquinato per due secoli, di fare di più, e di finanziare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie pulite. Si tratta di uno dei nodi da sciogliere del negoziato a Parigi. Ma secondo le stime degli scienziati dell’UNFCCC e del Climate Action Tracker le promesse equivalgono a un aumento della temperatura globale di 2,7 gradi a fine secolo.

In questo caso avremo gravissime conseguenze sugli equilibri climatici se invece continuassimo sulla rotta attuale l’incremento sarebbe di 3,3 – 3,7 gradi. Quindi disastri ancora più gravi.

La speranza? Che il riscaldamento globale si fermi a 1,5 gradi. Per questo occorre tra l’altro che l’accordo alla COP preveda meccanismi per aggiornare e verificare periodicamente gli obiettivi di riduzione delle emissioni e serve più coraggio e responsabilità verso le prossime generazioni. Chi farà la differenza?

Usa, Cina, Unione Europea e India. Saranno loro a condizionare l’esito del summit.

Di Roberto GiovanniniUgo Leo Samuele Pozzato.

 

da repubblica 2-12-2015

PARIGI - Cento tonnellate di iceberg della Groenlandia sono state trasportate sulla piazza del Panthéon per disegnare un orologio. La provocazione dell'artista danese Olafour Eliasson è riuscita alla perfezione: in una Parigi dalla temperatura mediterranea, la composizione è durata poche ore. Per i ghiacciai alpini il conto alla rovescia durerà qualche decennio ma, se non si abbandonano rapidamente i combustibili fossili, tutta la criosfera entrerà in crisi. Trascinando con sé la stabilità del clima.

I delegati dei 195 paesi che partecipano alla conferenza Onu di Parigi lo sanno bene, ma sanno anche che dare forza all'accordo che con ogni probabilità chiuderà il summit non sarà facile. Oggi è cominciato a circolare il nuovo testo di intesa, ma le modifiche sono così modeste che non si può parlare di un grande progresso negoziale.

I nodi da sciogliere, come spiegano alla delegazione italiana, sono quattro, strettamente connessi. Il primo è che i tagli annunciati dai singoli paesi devono essere effettivi. Già nella laboriosa applicazione del protocollo di Kyoto si è rischiato di cadere nella trappola della vendita di "aria fritta", finti tagli di CO2 che acquistavano consistenza solo sulla carta. Ora bisogna passare rapidamente dalle parole ai fatti. E dunque servono verifiche rapide ed efficaci. Ma molti paesi a scarsa industrializzazione non dispongono di validi sistemi di monitoraggio.

E qui si passa al secondo scoglio: i finanziamenti. Per rafforzare la rete dei controlli servono finanziamenti che vanno presi dal Fondo per il trasferimento delle tecnologie pulite che è stato programmato solo fino al 2020. Una delle decisioni che dovranno uscire dal summit di Parigi è la configurazione degli investimenti green nel prossimo decennio.

Il terzo scoglio è la revisione necessaria a far salire gli impegni di riduzione a un livello sufficiente per la sicurezza climatica. Il quarto sono le azioni sul lungo periodo: occorre decidere in che periodo porre l'obiettivo della carbon neutrality, zero immissione di carbonio in atmosfera. L'ago della bilancia sarà più spostato verso il 2050 o verso il 2100? Gli scienziati non hanno dubbi: bisogna accelerare al massimo il processo di decarbonizzazione della società per ridurre le probabilità di catastrofe climatica.

E il rapporto diffuso oggi dall'associazione Germanwatch conferma le preoccupazioni: tra il 1995 e il 2014  le vittime di 15mila eventi meteo estremi sono state 525mila e i danni registrati ammontano a quasi 3mila miliardi di dollari. L'Italia è ventiquattresima per perdite dovute a fenomeni climatici

estremi tra il 1995 e il 2014.

Anche per questo 14 Regioni italiane, su richiesta del Wwf, hanno mandato un messaggio a Roma per ottenere impegni più ambiziosi: ridurre entro il 2030 del 50%, invece che del 40% come concordato su scala europea, le emissioni di gas serra.

 

dice Obama:

L’accordo sul clima in preparazione a Parigi deve essere «vincolante», almeno perquanto riguarda «la trasparenza e le revisioni periodiche degli obiettivi di diminuzione delle emissioni di gas serra». Così Barack Obama a Le Bourget, in occasione del vertice sul clima di Parigi . «Sarà difficile mettere d’accordo 200 nazioni, ma sono convinto che faremo grandi cose», ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.

 

Gli Usa rispetteranno gli impegni sul clima

Senza azioni ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici c’è il rischio di creare nuovi «rifugiati» in provenienza dalle piccole isole-stato, oggi considerate “paradisi”, del Pacifico, ha detto Obama che si è definito un «ragazzo delle isole», essendo nato alle Hawaii. La vita di queste popolazioni, ha ricordato, è minacciata dall’innalzamento del livello del mare provocato dai cambiamenti climatici: «Queste popolazioni sono tra le più vulnerabili, alcune di queste nazioni potrebbero scomparire interamente». Obama ha quindi promesso il sostegno degli Stati Uniti a queste nazioni e la Casa Bianca ha annunciato un pacchetto di 52 milioni destinati ad aiutare le nazioni più povere a contrastare l’impatto dei cambiamenti climatici. «Rispetteranno i propri impegni sul clima», ha aggiunto a margine della Cop21 con i leader di Barbados, Papua Nuova Guinea, Marshall, St. Lucia, Kiribauti.

 

 

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