Effetto serra

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Con l'aumento della temperatura terrestre, anche in piccole variazioni, si possono avere gravi conseguenze per gli ecosistemi, in particolare l'espansione dei deserti, la fusione delle calotte polari ed il conseguente innalzamento del livello del mare.

La causa principale di tutto ciò è legata alle attività umane: la rivoluzione industriale, iniziata nella metà del XVIII secolo, ha immesso nell'atmosfera quantità crescento di CO2, bruciando carbone, petrolio e metano. Ulteriore incremento viene apportato dal riscaldameto domestico e dal traffico automobilistico, aereo e navale; tutti questi fattori combinati con la distruzione di foreste e aree verdi, che riducono il riassorbimento di CO2 attraverso la fotosintesi clorofilliana, l'effetto serra è aumentato.

Gli scienziati hanno scoperto che il clima si sta modificando e diventa più caldo rispetto al passato. La temperatura media nella troposfera (lo strato a diretto contatto con la superficie della Terra) aumenta a causa della presenza di CO2 e di altri gas, come il metano, il protossido di azoto e i clofofluorocarburi (CFC); questo fenomeno viene chiamato effetto serra. La maggiore presenza di CO2 tende a catturare il calore che proviene dalla superficie riscaldata dal Sole, favorendo il riscaldamento del pianeta. Entro un certo limite questo fenomeno è indispensabile per la vita sulla Terra, ma, essendosi intensificato negli ultimi cento anni, sta diventando un problema ambientale.

Con apposite trivelle si è scavato nei ghiacciai antartici (carotaggi antartici), al fine di esaminare la composizione degli stessi a diverse profondità e nelle diverse epoche; si è potuto così dimostrare che la concentrazione di gas è aumentata del 40%.

La soluzione al problema è quella di ridurre l'uso dei combustibili fossili per produrre energia e di aumentare lo sfruttamento di fonti energetiche alternative (solare, eolica, geotermica, mareomotrice).

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