COP 21 TESTO ESTESO

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La Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi, COP21 o CMP11 si è tenuta dal 30/11 al 12/12. Questa conferenza ha avuto come presidente il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ed è stata organizzata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

 

L’obiettivo della conferenza è stato quello di concludere per la prima volta, in oltre 20 anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima.

 

La conferenza ha negoziato l’accordo di Parigi, un accordo globale sulla riduzione dei cambiamenti climatici. L’accordo diventerà giuridicamente vincolante se ratificato da almeno 55 paesi che insieme rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra.

 

L’accordo prevede un’emissione antropica di gas serra pari a 0 da raggiungere durante la seconda metà del XXI secolo.

 

Una serie di incontri si sono svolti in preparazione del COP21, tra cui la Conferenza sul clima di Bonn dal 19/10 al 23/10, che ha creato un progetto di accordo.

 

Ogni paese che ratifica l’accordo sarà tenuto a fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni, ma il quantitativo sarà volontario. In tutto il mondo, oltre 600'000 hanno preso parte a manifestazioni in favore di un accordo forte.

 

In questo contesto la Francia ha affrontato una doppia sfida:

 

    In quanto paese che ha presieduto la COP dovrà facilitare il dialogo tra tutti, al fine di stabilire un clima di fiducia reciproca.

 

    Come paese ospitante, ha accolto per due settimane migliaia di delegati e osservatori in un periodo difficile.

 

I punti salienti dell’accordo sono:

 

 

·     - Finanziare la lotta al riscaldamento entro il 2025. I paesi sviluppati devono fornire i mezzi, gli altri sono            invitati a fornirli.

--   - Mantenere il riscaldamento globale sotto i 2°C r puntare a 1,5°C prima del 2100.

---  - Aiutare gli stati insulari a tutelarsi davanti all'avanzare dei mari che minacciano le loro coste.

 ---  - Dare mezzi finanziari all'Africa e sostenere l'America Latina nella protezione delle sue foreste.

·    Impegno dei paesi ricchi a continuare a ridurre le loro emissioni e impegno dei meno sviluppati a ridurre a       loro volta le emissioni di PM10 e di CO2.

--   - Appoggiare i produttori di petrolio nella diversificazione della loro produzione energetica.

Ll  La COP21 si è conlusa l'11/12 con l'obiettivo di un accordo vincolante. Se dopo questa conferenza non si riuscirà a raggiungere un accordo ci saranno diverse conseguenze, tra cui:

--   - Alcune nazioni potrebbero scomparire interamente a causa dell'innalzamento del livello del mare                       (Bangladesh, Florida...)

--   - Se non si abbandonano rapidamente i combustibili fossili, tutta la criosfera entrerà in crisi, trascinando con      sé la stabilità del clima (Cina)     

P    Per evitare che tutto ciò accada, Obama ha promesso 52 milioni di dollari per aiutare le nazioni più povere a contrastare l'impatto dei cambiamenti climatici. 

  i I nodi da sciogliere, come spiegano alla delegazione italiana, sono 4:

       1. I tagli annunciati dai singoli paesi devono essere effettivi. Già nella laboriosa applicazione del protocollo di Kyoto si è rischiato di cadere nella trappola della vendita di "aria fritta", finti tagli di CO2 che acquistavano consistenza solo sulla carta. Ora bisogna passare rapidamente dalle parole ai fatti. E dunque servono verifiche rapide ed efficaci. Ma molti paesi a scarsa industrializzazione non dispongono di validi sistemi di monitoraggio.

2. I finanziamenti. Per rafforzare la rete dei controlli servono finanziamenti che vanno presi dal Fondo per il trasferimento delle tecnologie pulite che è stato programmato solo fino al 2020. Una delle decisioni che dovranno uscire dal summit di Parigi è la configurazione degli investimenti green nel prossimo decennio

3. La revisione necessaria a far salire gli impegni di riduzione a un livello sufficiente per la sicurezza climatica.

 

4. Le azioni sul lungo periodo: occorre decidere in che periodo porre l'obiettivo della carbon neutrality, zero immissione di carbonio in atmosfera. L'ago della bilancia sarà più spostato verso il 2050 o verso il 2100? Gli scienziati non hanno dubbi: bisogna accelerare al massimo il processo di decarbonizzazione della società per ridurre le probabilità di catastrofe climatica.

 

La Conferenza di Parigi è finita: ora bisogna aspettare che i Paesi firmino l'accordo, poi il 2020 perché comincino a metterlo in pratica, poi il 2023 per la prima verifica.

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Visualizzato commento 3 di 3 : vedi tutti
ho fatto qualche correzione, il testo va ricontrollato, alcuni punti non sono chiari, ho aggiunto dei pezzi mancanti 16:20, 10 Gen 2016 modificato
Inviato 16:08, 10 Gen 2016 ()
Prof, sono riuscito ad entrare
Inviato 14:59, 11 Gen 2016 ()
Non riesco a modificare la pagina
Inviato 15:15, 11 Gen 2016 ()
Visualizzato commento 3 di 3 : vedi tutti
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