I SENSI DEI CANI

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 INTRODUZIONE  2 imm

La convivenza del cane con l’uomo è antichissima ed il tempo trascorso insieme a lui ha fatto sì che
la nostra specie sia stata influenzata tanto quanto lo è stata quella canina.
Il cane ha vissuto in diversi modi accanto all’uomo, frequentemente sfruttato per diverse qualità che
lo caratterizzano: l’attitudine alla difesa, alla caccia, al riporto, alla ricerca. Qualità, tutte, fondate su
caratteristiche tipiche delle carattistiche del cane   come  la socialità, la tendenza alla collaborazione, la
ricerca di appartenenza e partecipazione ad un gruppo composto da co-specifici ma anche
dall’uomo. I
n Italia i cani da lavoro sono migliaia, divisi in varie categorie in base alla
specializzazione: cani di varia utilità (da pastore, da guardia, da difesa, da tartufi ecc.), cani da
protezione civile (da soccorso su macerie, da soccorso in superficie, da valanga, da salvataggio in
acqua), cani di pubblica utilità (antidroga, antiesplosivo e in genere quelli utilizzati da polizia,

carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale, polizia penitenziaria, vigili del fuoco), cani da pet
therapy e cani da assistenza (per persone non vedenti, per non udenti, per persone diversamente
abili), cani da sport.

OLFATTO

La più importante fonte di informazioni, per un cane, proviene dalla percezione olfattiva.
La mucosa nasale è circa 70 volte più estesa rispetto a quella dell’uomo. Ma non è solo questo che
rende l’olfatto del cane così sviluppato e fondamentale per sondare il mondo. Le informazioni
raccolte dalla mucosa nasale, infatti, vengono decifrate da un’area cerebrale altamente sviluppata
quindi sono fortemente amplificate e valorizzate.
Perciò, la grande capacità olfattiva del cane non dipende esclusivamente da un maggiore sviluppo
anatomico dell’organo deputato a tale funzione ma dall’ampiezza e la complessità dell’area
cerebrale che presiede alla funzione di elaborazione delle informazioni ricevute. Nel sistema
nervoso centrale, la quantità e la solidità anatomica viene favorita dalla stimolazione precoce e,
successivamente, dall’allenamento.

VISTA

Un senso molto importante è la vista, un importante mezzo di esplorazione nel mondo. Il cane ha un campo visivo di 270° (contro i nostri 180°) perciò riesce a vedere le immagini
prodotte da oggetti o soggetti posizionati dietro/lateralmente alle proprie orecchie. Il cane,
ha la possibilità di distinguere oggetti in movimento 10 volte meglio dell’uomo.La ridotta visione binoculare non gli permette, di distinguere bene i contorni di oggetti
fermi e vicini e la gamma di colori percepiti è molto differente rispetto alla nostra specie.
La vista è una capacità sensoriale centrale nella comunicazione. Il cane, mentre raccoglie
informazioni olfattive dal soggetto che ha di fronte, osserva attentamente una serie di indizi
fondamentali per coglierne intenzioni, stato emotivo, richieste. Nella comunicazione canina la
postura del corpo dell’interlocutore, la velocità e l’intensità dei movimenti, il posizionamento del
corpo rispetto a chi osserva, rappresentano la base per la comprensione. Mentre la nostra specie è
abituata a dare maggior importanza all’aspetto verbale della comunicazione, nel cane l’aspetto
verbale è secondario mentre possono essere significativi tono ed intensità della voce.

UDITO

L’udito in questa specie è molto sviluppato grazie alle caratteristiche anatomiche dell’orecchio esterno (padiglione mobile, posizionato all’apice e lateralmente nel cranio, corrugazioni cutanee che fungono da amplificatori) e grazie a un’area cerebrale in grado di processare informazioni anche a bassissima intensità sonora oltre che ad alta frequenza (ultrasuoni). Per il cane il tono ed il volume della voce rappresentano indizi di comunicazione ma spesso risultano eccessivi rispetto all’intensità che la nostra specie è solita utilizzare. L’uomo ha la cattiva abitudine di gridare al cane ciò che desidera, ripeterlo aumentando di volta in volta l’intensità e la durezza del tono. Questa modalità non aumenta l’efficacia dell’informazione sia perché sgradevole e talvolta paurosa per il cane, sia perché basata su mezzi di comunicazione impropri per la modalità comunicativa canina. L’efficacia di una richiesta verbale rivolta al cane non dipende, quindi, dall’intensità della voce, dalla minacciosità del tono o dal numero di ripetizioni della stessa ma dall’affiancamento di un linguaggio corporeo adeguato rispetto a ciò che si desidera comunicare.

IL PARAOLFATTO

 Il cane possiede un ulteriore senso sconosciuto alla nostra specie, detto para-olfatto.  Il paraolfatto, dunque, non è basato sulla percezione di odori ma sulla azione di sostanze in grado di modificare il comportamento dell’animale. 31

Posture corporee
Elementi da osservare:
• posizione di testa, collo, dorso, arti
• movimenti e posizione della coda
• sollevamento del pelo.
1) Posture erette indicano dominanza e sicurezza di sé.
2) Posture abbassate indicano deferenza, insicu-
rezza o paura.
3) Posture intermedie o ambivalenti indicano che
il cane non è sicuro di sé, ma pronto a difendersi
se costretto.

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