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PARCO DEL CURONE DI FRANCESE MASTROVITO E ZAVATTINI

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Martedì 19 Aprile siamo andati a Montevecchia al parco naturalistico del Curone; ci hanno accompagnato le professoresse: Cambieri Patrizia e Albani Tatiana. Arrivati abbiamo incontrato la nostra guida, Andrea, che ci ha introdotto le origini del parco: “il parco del Curone è un ambiente tutelato da circa 30 anni, nato nel 1983 allargatosi poco alla volta e prende il nome dall’omonimo torrente, lungo 9 Km. Il parco si trova in collina comprende 10 comuni. Nel parco è vietato: cacciare, edificare e trasformare... perché il suolo è una risorsa finita!!!

 Il parco è suddiviso in 3 ambienti principali:

  - prati magri hanno una caratteristica particolare, non solo sono sassosi ma sono anche secchi, infatti sono difficili da mantenere. I volontari li lasciano crescere in modo che, così, possono svilupparsi organismi viventi

  parco curone.jpg

- boschi umidi (perché passa il torrente Curone ) :il suolo è argilloso quindi l’acqua ristagna creando umidità. Gli alberi che caratterizzano questo bosco sono: il platano, l’olmo e l’ontano. Nel bosco sono presenti 1600 robinie arrivate dall’Europa.

- le sorgenti pietrificanti si sono formate grazie all’accumulo del carbonato presente nell’acqua. Infatti una foglia o un rametto caduti dopo qualche giorno saranno più rigidi di prima. Dopo aver osservato le sorgenti ci siamo incamminati per un largo sentiero inoltrandoci nel bosco umido. Abbiamo attraversato piccoli ponticelli di legno ed eccoci arrivati in questo spiazzo di bosco attraversato da un’affluente del Curone da cui facevano capolino alcune capanne di legno.

Poi, Andrea ci ha spiegato come pescare gli organismi del rigagnolo: “Ragazzi per questo lavoro ci vuole pazienza, utilizzeremo una vaschetta di plastica, un barattolino di vetro e una lente di ingrandimento. Ora dividetevi in gruppi da sei persone cosi vi do l’occorrente e alcune schede per classificare gli organismi pescati, potete anche raccogliere un sasso e riporre nella vaschetta gli esserini che ci trovate sopra e poi classificateli aiutandovi con le schede”. Divisi nei gruppi abbiamo preso l’occorrente e ci siamo incamminati con gli occhi puntati sul rigagnolo in cerca di organismi vegetali e animali. Proseguendo lungo il rigagnolo abbiamo visto un piccolo insetto diverso da tutti ed anche molto speciale per le acque: un plecottero. Andrea, infatti, ci spiegò che se nelle acque sono presenti i plecotteri significa che l’ambiente non è inquinato o alterato. Infatti il plecottero è considerato un bioindicatore. Gli altri gruppi invece hanno pescato le idrometre, molto più presenti nelle acque del Curone. Siamo poi andati a vedere lo stagno pieno di: rane, girini, tritoni, idrometre e molti altri esemplari. Lo stagno artificiale è stato realizzato per poter osservare le abitudini degli insetti e degli anfibi. Abbiamo percorso un viale da cui scorreva un torrente di acqua limpidissima per arrivare a “ca’ soldato” dove si trovava l’area pranzo. Arrivati siamo rimasti a bocca aperta: alcune piante dal tronco esile formavano un alto porticato che sovrastava due lunghi tavoli. Dietro all’area pranzo c'erano colline terrazzate dove siamo andati a giocare durante l’intervallo. Ci siamo arrampicati sui terrazzamenti scoprendo poi che erano campi coltivati. Terminato il pranzo al sacco Andrea ci ha portato al piccolo museo del parco dove osservammo il tritone: un anfibio dalla pelle nera a macchie gialle.

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Osservammo il rospo che si distingue dalla rana per il suo procedere lento nel camminare a differenza della rana che salta. Andrea ha poi spiegato il ciclo vitale del gambero di fiume che nasce verso settembre/ottobre, diventa adulto a 2/3 anni, si riproduce e a 4 anni muore. Il gambero di fiume esce la sera e nuota libero nell’acqua, è di colore grigio perché così si mimetizza tra i sassi del torrente. Nel museo abbiamo visto volatili, mammiferi e rettili impagliati, non uccisi per tale scopo ma trovati già morti. Poi,siamo saliti al piano superiore per vedere il laboratorio, siamo entrati due gruppi alla volta e ci siamo posizionati davanti ai binoculari per osservare gli organismi pescati nel rigagnolo. Abbiamo osservato: il gambero di fiume, l’efemerottero, il plecottero, l’oligocheto e l’asellide. Appena usciti abbiamo compilato le schede per classificare gli organismi osservati. Terminato il lavoro ci siamo avviati agli stagni per pescare con i retini, sempre divisi nei gruppi a turno abbiamo provato a pescare qualche insetto. Non è sempre stato facile trovarne qualcuno, nei nostri retini si accumulavano facilmente soltanto alghe. Abbiamo trovato:chiromidi, residui di uova di rana, girini. Poi abbiamo riposto gli insetti e i girini in una vaschetta di plastica e ci siamo messi a guardare attentamente il loro comportamento, abbiamo visto che i girini e le chiromidi non vanno molto d’accordo tra loro perché hanno lottato finché il girino, più debole, è morto. Abbiamo anche visto i residui delle uova di rana: una gelatina di colore verdastro che assomigliava a melma. Abbiamo così terminato di pescare liberando tutti gli insetti.

 

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molto bene, esauriente e preciso, le correzioni sono in rosso, in blu le parole da sostituire
Inviato 19:54, 16 Mag 2016 ()
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