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Parco del Curone CARRARO ERICA, PILI GIULIA, COLAPINTO SOFIA

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Il 19 Aprile, siamo partiti da scuola per avviarci al parcheggio delle Marcelline dove avremmo preso il pullman per andare in gita al Parco del Curone.

Arrivati al Parco ci ha accolti la nostra guida Andrea, ci ha fornito alcune informazioni base per iniziare la gita.le attività

Ci ha detto che prima avremmo camminato per un pochino fino ad addentrarci nel parco, a quel punto ci ha spiegato che il parco è nato nel 1983 e negli anni si è allargato fino ad arrivare alla grandezza attuale. Il Parco viene chiamato sia Parco di Monte Vecchia (Monte Vecchia è contenuta completamente all’interno del Parco), sia Parco del Curone (dal nome del torrente che passa di lì, il Curone, lungo 9 km). Il torrente Curone ha un corso irregolare e spesso in estate va in secca infatti nell’estate del 2015 i pesci sono stati trasportati in altri posti.  Esso è considerato l’unico polmone verde tra Milano e Lecco. Si tratta di un parco regionale e circa 30 fa è stato dichiarato protetto dalla regione Lombardia. Nel Parco, infatti, è vietato cacciare, edificare e soprattutto trasformare il territorio.

Il Parco si trova in un territorio collinare. E' costituito da tre ambienti principali: i boschi umidi, i prati magri e le sorgenti pietrificanti.

I boschi umidi hanno un terreno molto particolare perché è ricco di argilla e questo fa sì che l’acqua ristagnando crea umidità. Gli alberi caratteristici di questo ambiente sono il platano, l'olmo, l'ontano, il cipresso, la robinia (pianta originaria del Nord-America), però l’albero principale del bosco è la quercia.

I prati magri (cioè secchi) sono delle colline terrazzate dove l’acqua non riesce ad arrivare fino in cima. Da alcuni anni hanno deciso di lasciare alla natura questo territorio per mantenere un equilibrio naturale. Gli alberi caratteristici sono i cipressi. Nel parco infatti c’è una zona chiamata località dei Cipressi. Inoltre nei prati magri si possono trovare anche delle viti.

L’habitat delle sorgenti pietrificanti è rappresentato da ruscelli, con presenza costante di acqua corrente, in cui avvengono fenomeni di travertinizzazione, cioè di formazione di travertini. Il travertino è una roccia porosa, formata dalla precipitazione del carbonato di calcio (calcare) di cui sono ricche le acque sorgive, che lo acquisiscono durante la permanenza nel sottosuolo.
Una volta venute a giorno, le acque tendono a depositare parte del calcare su tutte le strutture con cui vengono a contatto, rivestendo così le rocce, i sassolini, le foglie, i pezzi di legno, i muschi.
Questo fenomeno viene facilitato dalla presenza di cascatelle e di muschi, che con meccanismi fisici e biologici accelerano la perdita di anidride carbonica da parte delle acque, e quindi la precipitazione del calcare. Nelle condizioni più favorevoli si formano ammassi più grossi ed articolati, quali il sistema a vaschette e cascate, costituito da una vasca di ritenzione (pozza), seguita verso valle da una cascata in accrescimento, quindi da una marmitta ed un accumulo finale.
Il fenomeno di travertinizzazione diminuisce progressivamente allontanandosi dalla sorgente, conseguentemente alla precipitazione del calcare, fino a scomparire del tutto dopo alcune centinaia di metri.

Siamo anche entrati nel Museo Ca' del Soldato dove c’erano vari oggetti ad esempio attrezzi di lavoro antichi  che si usavano nei campi.

Poi c’è un terrario dove si riproduce l’ambiente lagunare adatto agli anfibi. Andrea ci ha fatto vedere una rana che aveva il ventre bianco. Poi ci ha mostrato un rospo e ci ha spiegato che il rospo ha la particolarità di non saltare, ma camminare.

Infine ci ha fatto vedere due tritoni e ci ha detto che questi animali non hanno le branchie, ma i polmoni. Per questo motivo, quando sono in acqua, per respirare devono tornare in superficie. Questi animali possono trattenere il respiro per 2/3 minuti. Poi ci ha fatto vedere un’altra vasca e quindi ci ha spiegato che nel territorio del Parco della Valle del Curone sono numerosi i corsi d'acqua che ospitano il gambero d'acqua dolce anche se questa specie ha subito una riduzione numerica. L'entità di questa diminuzione non è comunque nota in quanto non erano mai stati condotti, sino ad oggi, studi su tali popolazioni. E' un gambero dall'aspetto piuttosto robusto, può superare i 12 cm di lunghezza totale ed i 90 g di peso. La colorazione del corpo è bruno-verdastra sul dorso e sui fianchi. Ventre e arti sono invece biancastri. Il gambero si riproduce ogni anno a settembre/ novembre. Si accoppiano a settembre e a luglio nascono le larve. Il gambero vive in acque molto pulite.

In un’altra parte del museo  è stato ricreato un ambiente boschivo con animali impagliati. Tra gli uccelli abbiamo riconosciuto: l’allocco, la poiana, il gufo, il corvo, il pettirosso, la beccaccia, il merlo, l'airone e il picchio. Tra i mammiferi invece c’erano la faina, la donnola e il tasso. Di fianco alla ricostruzione c’era una teca con dentro un nido di calabrone, la particolarità di questo nido è che le cellette sono tutte perfettamente esagonali per raccogliere meglio il miele, ma soprattutto per occupare poco spazio; un'altra particolarità è quella che le cellette sono disposte  a strati.

Lo scoiattolo è un animale molto presente nel parco dopo la reintegrazione dello scoiattolo rosso nel parco; all’inizio era prevalente lo scoiattolo grigio una specie non italiana ma americana. Lo scoiattolo grigio infatti occupava l'habitat di quello rosso perché oltre a essere più grande e pesante, è molto aggressivo. Lo scoiattolo rosso pesa 200/300g quello grigio 1Kg. Nel museo c’era anche un nido di vespa cartonaia.

Usciti dal museo abbiamo mangiato tutti insieme sotto una volta fatta di alberi. Dopo pranzo siamo andati a giocare e i professori ci hanno fatto delle foto.

Poi ci siamo recati in un laboratorio dove abbiamo osservato, a turno, al binoculare una larva di plecottero, un plecottero, una idrometra, un chironomide e un oligocheto.

 

Infine ci siamo diretti verso uno stagno coperto da alghe verdi chiamate lenticchie d’acqua, lì grazie ai retini siamo riusciti a pescare chiromidi, residui di uova di rana e  girini, poi abbiamo osservato il loro comportamento in una bacinella e abbiamo visto che il girino essendo più debole è morto.

 

Successivamente siamo tornati a piedi al punto di partenza dove c'erano i pullman e siamo rientrati.

 

Fatto da: Giulia Pili, Erica Carraro, Sofia Colapinto

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va bene, qualche aggiunta in blu, sistemate
Inviato 20:23, 16 Mag 2016 ()
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