Risorsa-inquinamento

 

L'inquinamento del suolo è un fenomeno di alterazione della composizione chimica naturale del terreno causato dall'attività umana.
Questo tipo di inquinamento porta all'alterazione dell'equilibrio chimico-fisico e biologico del suolo esponendolo all'erosione e agli smottamenti e può comportare l'ingresso di sostanze dannose nella catena alimentare fino all'uomo.
Quando si parla di "ambiente" molto spesso si fa riferimento soltanto agli aspetti biologici o chimici, ma ci si dimentica che l'ambiente è, prima di tutto, un contenitore fisico costituito dalle rocce e dalle loro forme variegate; è, quindi, parte del sistema Terra e ne riflette i complessi equilibri. Esso è una realtà molto complessa, è un insieme di diversi fattori (esseri viventi, caratteristiche ambientali, interventi umani, etc.) che permettono la vita e anche un minimo cambiamento può causare gravi conseguenze. I problemi ambientali nascono proprio quando si verificano situazioni che alterano tali equilibri, che comportano trasformazioni del sistema. In questo l'uomo ha una funzione molto importante poichè ha il potere, con i propri interventi, di risanare determinati aspetti dell'ambiente, ma anche, purtroppo, di devastarne degli altri.
Basti pensare alla lavorazione delle materie prime: vengono impiegate grandi quantità di energia, si producono enormi accumuli di scarti i quali verranno immessi nell'atmosfera, nell'idrosfera e nella litosfera.
Con l'attività umana vengono messe in circolazione alcune sostanze in quantità e concentrazioni così elevate da superare la capacità del Pianeta di assorbirle fino a ridurle a concentrazioni innocue.

 

QUALI SONO LE CAUSE?

Le principali cause dell'inquinamento del suolo sono:

1) accumulo di rifiuti solidi, liquidi e gassosi:

Sono rifiuti solidi: la carta, il vetro, la plastica, pile scariche, medicinali scaduti e rifiuti organici. Tra questi sono biodegradabili solo quelli organici. Quelli non biodegradabili, per essere smaltiti, vengono buttati nelle discariche. In alcuni paesi, come il nostro, esiste anche un altro tipo di smaltimento: la raccolta differenziata.; 

Sono rifiuti liquidi: gli insetticidi, i fertilizzanti, concimi chimici, mercurio, medicinali liquidi scaduti, liquidi di pile usate, molto dannosi per l'ambiente poiché raggiungono le falde acquifere sotterranee e possono danneggiare il loro delicato equilibrio.

Sono rifiuti gassosi, ad esempio, i CFC (clorofluorocarburi), gas espulsi dalle bombolette spray al momento dell'uso.
 
2) acque di scarico:
Sono acque la cui qualità è stata compromessa dall'azione dell'uomo dopo il loro utilizzo in attività domestiche, industriali e agricole, diventando quindi non adatte ad un loro uso diretto. In esse sono presenti sostanze galleggianti quali oli grassi, schiume, sostanze sospese e disciolte ma anche materiali biologici come organismi vegetali e animali presenti nell'acqua.
 
3) prodotti fitosanitari:
prodotti che vengono utilizzati per combattere le principali aggressioni alle piante (malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali, piante infestanti).
 
4) idrocarburi:
composti organici che contengono soltanto atomi di carbonio e idrogeno e si suddividono in a) idrocarburi solidi (costituenti dell'asfalto, del bitume, etc.), b) liquidi (costituenti del petrolio, benzene, esano, ottano, etc.) e c) gassosi ( metano, etano, propano, butano, etc.).
 
5) diossine:
molecole molto varie a cui appartengono composti cancerogeni, dei quali alcuni sono estremamente tossici per l'uomo e gli animali. Sono tra i più potenti veleni conosciuti.
 
6) metalli pesanti:
quali arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, nichel, selenio, silicio, zinco, mercurio, piombo, etc. La contaminazione del suolo dai metalli pesanti è, in primo luogo, legata alla produzione industriale che immette nell’ambiente, oltre a questi metalli, anche molte altre sostanze tossiche quali acidi, solventi ecc.
 
7) solventi organici:
costituiscono i composti organici comunemente utilizzati nei prodotti per il lavaggio a secco, come colle, rimotori di macchie, detergenti, profumi e soprattutto nelle sintesi chimiche.
 
8) scorie radioattive:
una quantità di materiale radiattivo prestabilita da autorità competenti può essere rigettata nell'ambiente dalle industrie nucleari. Inoltre l'estrazione dell'uranio, il riprocessamento e lo stoccaggio delle scorie radioattive generano anch'essi un inquinamento radioattivo. Vi è, poi, un inquinamento da sostanze radioattive dovuto ad esplosioni atomiche o alle perdite incontrollabili delle centrali elettronucleari (allo stato solido, liquido o gassoso) o disastri ambientali dovuti a malfunzionamenti e incidenti di impianti nucleari (es. Fukushima, Cernobyl, Three Mile Island, ecc.). Un attuale grave problema, ma che riguarda principalmente l'inquinamento idrico, è lo stoccaggio delle scorie radioattive. Difatti fin troppi residui inutilizzabili vengono sepolti in fosse oceaniche profonde o, in alcuni casi, interrati in zone geologicamente sicure e stabili.
 
 

EFFETTI SULL'ECOSISTEMA:

L'inquinamento del suolo può avere pesanti conseguenze sull'ecosistema. Possono avvenire cambiamenti radicali nella composizione chimica del suolo per la presenza, persino a basse concentrazioni, di pericolose sostanze chimiche inquinanti. Questi cambiamenti possono manifestarsi nell'alterazione del metabolismo dei microrganismi e artropodi che vivono in un determinato ambiente terreno. Il risultato può essere l'eventuale scomparsa di una parte della catena alimentare primaria, con conseguenze ancora più pesanti sui predatori o sulle specie dei consumatori. Anche se gli effetti delle sostanze chimiche sulle forme di vita inferiori possono essere di lieve entità, può anche verificarsi un "bioaccumulo" che tende a concentrare la quantità stessa di sostanze pericolose ai livelli successivi della catena alimentare. Basti pensare all'accumulo di un insetticida come il DDT in consumatori aviari (volatili che si cibano di insetti) che porta all'indebolimento dei gusci d'uovo e di conseguenza all'aumento della mortalità dei pulcini e al rischio potenziale dell'estinzione delle specie. 

Gli effetti si manifestano anche sui terreni adibiti all'agricoltura e che risentono di un determinato livello di inquinamento. Le sostanze inquinanti alterano il metabolismo e la crescita delle piante, provocando una minore produzione dei raccolti che, come effetto secondario sulla conservazione del suolo, favorisce i fenomeni di erosione. Alcune sostanze inquinanti persistono a lungo nel suolo, mentre in altri casi si formano dei composti chimici derivati in seguito a reazioni secondarie che avvengono nel suolo stesso.

 Una discarica abusiva a cielo aperto...

LE RISORSE:

 

Una risorsa è qualunque bene esistente in natura utilizzabile dall’uomo, come ad esempio l’aria, il suolo, l’acqua e l’energia. Esistono vari tipi di risorse naturali che possono essere classificate secondo diversi criteri. Una prima distinzione può essere fatta tra:
 
a) Materie prime, intese come somma totale di tutte le componenti materiali dell’ambiente
b) Risorse, le materie prime nel momento in cui l’uomo le utilizza per soddisfare i propri bisogni
c) Riserve, ovvero quella parte delle risorse sfruttabili con i mezzi e le tecnologie disponibili in un dato momento storico.
Le risorse non sono distribuite equamente sulla Terra, molte di esse sono "esauribili" (es: petrolio), altre ancora, anche se "rinnovabili", possono deteriorarsi, a volte a causa dell’intervento umano (acqua e foreste). Infatti lo sfruttamento irrazionale dell’ambiente si è rivelato dannoso per l’uomo stesso, producendo a volte danni decisamente superiori ai vantaggi ottenuti (es: desertificazione). Il consumo delle risorse naturali a disposizione dell’uomo produce sì un aumento della ricchezza attuale, ma anche una diminuzione dellle risorse su cui il pianeta potrà contare per il futuro. Per questo motivo ogni intervento sull’ambiente deve essere fatto in modo razionale pensando non solo all'utilizzo della risorsa ma anche alla protezione della stessa.
 
Un altro tipo di classificazione delle risorse si basa su criteri ecologici individuando due categorie principali: 
a) risorse non rinnovabili: disponibili sul pianeta in quantità limitata, si ricostituiscono in tempi molto lunghi. Ma un uso razionale di queste risorse, grazie anche al riciclaggio dei materiali utilizzati, può prolungarne  sensibilmente la disponibilità e i tempi di utilizzo  
b) risorse  rinnovabili che risultano invece sempre disponibili in quanto collegate ai cicli della materia che ne provocano appunto un rapido rinnovamento. Tuttavia, la loro disponibilità può essere compromessa da un utilizzo irrazionale e incontrollato da parte dell'uomo che può provocarne così l'esaurimento.
 
Infine è possibile classificare le risorse in: risorse ambientali tra cui risorse rinnovabili come l'acqua e la vegetazione e risorse esauribili come il suolo; risorse energetiche primarie (Sole, Terra, Luna) e secondarie, come il vento, le maree, il legno combustibile e i fossili, risorse che immagazzinano l'energia prodotta dalle risorse primarie; e, infine, le risorse minerarie.
 

 

Etichette
Visualizzato commento 2 di 2 : vedi tutti
VA BENE PROF.??!!
Inviato 16:16, 6 Mar 2013 ()
come materiale si , pero' non penso tu ti voglia studiare tutto quello che hai trovato e metterlo su prezi entro 3 giorni!!! sono discorsi molto generali, bisogna parlare solo del suolo,l'ultimo paragrafo non serve 18:11, 10 Mar 2013 modificato
Inviato 18:09, 10 Mar 2013 ()
Visualizzato commento 2 di 2 : vedi tutti
E' necessario connettersi per inserire un commento.