CLONAZIONE

La clonazione è un processo che permette di ottenere una o più copie identiche di una cellula o di un intero organismo senza l’intervento della fecondazione o della riproduzione sessuata. In biologia indica la possibilità di "duplicare" il patrimonio biologico (genetico) di qualsiasi essere vitale. Così ad esempio si possono duplicare, virus, batteri, molecole, organismi o anche  intere piante o interi animali. 

In natura avviene per alcuni organismi unicellulari, per alcuni invertebrati e per alcune piante. 

Esistono tre tipi di clonazione:                       

BD10265_ Da cellule somatiche 

BD10265_ Da cellule embrionali  

BD10265_ Da cellule batteriche 

Un caso di clonazione da cellule somatiche è la pecora Dolly, clonata da cellule prelevate dalla ghiandola mammaria appartenente ad un animale adulto. Il caso di Dolly ha dimostrato che è possibile far "regredire" questa cellula permettendole di moltiplicarsi e di generare da sola un organismo completo. 

La cellula mammaria è stata fusa con una cellula ovarica non fecondata, privata del nucleo e prelevata da un’altra pecora. In seguito è stato impiantato nell’utero di una madre adottiva, è nato così un nuovo essere assolutamente identico alla pecora che ha fornito la cellula mammaria. 

Oggi Dolly e’ impagliata dietro una teca di vetro. La pecora mori’ a sette anni, piuttosto precocemente (le pecore possono vivere tra i 15 e i 20 anni), per un’infezione polmonare. La clonazione, assicurarono gli scienziati, non c’entrava: Dolly era stata semplicemente sfortunata. L’infezione aveva colpito altri animali in quella fattoria. 

 

Un altro esempio di clonazione da questo tipo di cellule è quello di Cumulina, un topo femmina. Le cellule usate per clonare l’animale sono state prelevate dall’ovaio di una topina adulta e impiantato l’embrione del clone nell’utero della madre sostitutiva gli animali che nascono sono identici a quello che ha fornito la cellula somatica. 

Un caso di clonazione da cellule embrionali è quello dei vitelli. 

Questa tecnica permette di ottenere cloni tutti identici tra loro ma non alla madre naturale. E’ in pratica una fabbrica di gemelli identici in laboratorio. La cellula clonata, infatti, deriva dall’unione di un ovulo e uno spermatozoo che, come avviene anche nel modo naturale di riproduzione, ha prodotto un rimescolamento del patrimonio genetico della mucca e del toro. 

La clonazione di cellule batteriche è una tecnica impiegata comunemente nei laboratori per svariare finalità. Una di queste è l’isolamento, la riproduzione in multiple copie e la caratterizzazione di un gene appartenente al genoma di un altro organismo. Ciò viene effettuato introducendo una parte del genoma dell’organismo in una cellula batterica. 

Cosa potrebbe succedere se venissero clonati esseri umani? 

Per esempio, come evitare che una coppia che ha perso un figlio incidentalmente non richieda alla clonazione di rimpiazzarlo con un esemplare esattamente uguale? Può sembrare atroce, ma l’amore talvolta può portare a situazioni estreme: una coppia potrebbe decidere di avere un figlio esattamente identico ad uno di loro, oppure, nel caso siano presenti malattie ereditarie nel corredo cromosomico dei genitori, questi potrebbero volere una gravidanza I senza la partecipazione diretta dei gameti a rischio. 

Potrebbero presentarsi casi di clonazione terapeutica e la pratica in questione potrebbe fornire cellule geneticamente identiche adatte a pratiche di medicina rigenerativa, fino a tessuti ed interi organi adatti al trapianto. Questo fenomeno sarebbe moralmente ingiusto poiche’ si farebbe nascere un bambino per poi dare pezzi del suo corpo all’originale dunque ucciderlo. 

Sorgerà però qualche problema? 

Ovviamente, questo progresso non sarà del tutto privo di inconvenienti, come non lo è alcun genere di progresso. Ci si può attendere che, parallelo al mercato ufficiale del DNA, si svilupperà un  mercato nero. Salteranno fuori i pirati del DNA, che si impadroniscono del codice genetico delle più celebrate star, e lo commercializzeranno sottobanco senza rispettare i diritti d'autore.  

 

 

 

Altri casi di clonazione 

 

Nel 2003 l’azienda, Avantea, fece nascere il primo clone di un cavallo, Prometea, nata tra l’altro dalla stessa madre di cui era clone (cosa che non era stata testata né con Dolly né con gli altri cloni, per i quali i donatori delle cellule non erano anche gli esemplari che portavano a termine la gravidanza). Molti allevatori hanno successivamente iniziato a clonare i migliori esemplari di mucche, pecore e suini dei loro allevamenti, per migliorare la produttività. E da subito sono iniziate le polemiche sulla possibilità di trovare sulle nostre tavole latte e carne di animali clonati.

Cani, gatti e… dinosauri? 

Pochi avrebbero da ridire se venisse loro concessa la possibilità di clonare animali domestici a cui erano particolarmente affezionati in vita. Il procedimento è naturalmente molto costoso, nell’ordine di alcune decine di migliaia di dollari, ma qualche amante degli animali sufficientemente facoltoso si è già avvalso di questa possibilità, molto pubblicizzata da aziende di biotecnologia interessate a rapidi guadagni dalle tecniche di clonazione. Avremo di nuovo il nostro cane o gatto cucciolo, che seguirebbe l’ordinario processo di crescita. Ma attenzione: potremmo non riconoscere più il nostro animale, per il semplice fatto che non è davvero lui, ma solo una copia. E una copia genetica non si comporterà nello stesso identico modo dell’originale, perché i processi mentali non sono frutto dell’espressione genetica se non in minima parte. Per il resto, sono il naturale prodotto dell’esperienza. 

 

La questione più interessante da questo punto di vista è la possibilità di clonare animali estinti, o a rischio di estinzione. In quest’ultimo caso, si potrebbe garantire la sopravvivenza della specie nel caso in cui ciò non fosse possibile in modo naturale. Nel primo caso, il problema deriva dalla necessità di avere DNA integro e ben conservato. Non tutti gli animali estinti hanno lasciato dietro di sé esemplari morti ben conservati da cui estrarre cellule per la clonazione. Senza contare un altro problema: nel caso di mammiferi, bisognerebbe procedere all’impianto della cellula in un utero ospite, che non potrebbe essere quello della specie originale. Per dirla semplicemente, seppure avessimo il DNA di un mammut, cosa ritenuta possibile, dovremmo farlo nascere nell’utero di un elefante, l’unico animale vivente che gli si avvicina di più. 

L’idea cara allo scrittore Michael Crichton, quella di ricreare i dinosauri per clonazione, è impossibile perché non è stato ritrovato un genoma integro, e l’ipotesi fantascientifica di Jurassic Park – in cui le interruzioni del genoma venivano riempite da pezzi presi dal DNA di anfibi o rettili è impossibile.


 

 

 

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Visualizzato commento 2 di 2 : vedi tutti
ok per adesso mi arrendo non riesco a copiare tutto il testo e mi sta venendo un esaurimento nervoso per via di questa connessione del cavolo!!! 17:15, 3 Gen 2015 modificato
Inviato 17:14, 3 Gen 2015 ()
ok fatto, la parte sottolineata é quella riguardante Dolly
Inviato 20:23, 5 Gen 2015 ()
Visualizzato commento 2 di 2 : vedi tutti
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