La predazione

La predazione è un tipo di interazione antagonista in cui un organismo predatore usa come fonte di cibo un altro organismo preda. Si parla di prede sia in campo animale che in campo vegetale.

I predatori svolgono un ruolo fondamentale nella catena alimentare, tengono sotto controllo la popolazione delle prede e favoriscono la spinta evolutiva, portando allo sviluppo di adattamenti antipredatori.

Classificazione dei predatori

I predatori possono essere classificati, sia per il tipo di cibo consumato (classificazione per livelli trofici), sia per le modalità di accesso alle risorse nutritive (classificazione funzionale).  

Classificazione per livelli trofici  

La classificazione per livelli trofici si basa sul concetto di catena alimentare; la catena dei predatori vede alla sua base organismi produttori. Essi sono la fonte nutritiva dei consumatori primari, gli erbivori; coloro che si nutrono di altri animali sono i consumatori secondari. I consumatori secondari sono detti carnivori. Sopra i consumatori secondari ci possono essere dei consumatori terziari, che si nutrono di altri carnivori, e così via. Questa gerarchia predatoria deve essere limitata e raramente si raggiunge il quinto o il sesto livello. Vi sarà un predatore che si posizionerà in cima alla catena alimentare detto predatore primario o predatore assoluto. Se un predatore primario si trova in testa alla catena alimentare è possibile che, togliendolo dal suo ecosistema e spostandolo in un altro, esso perda la sua posizione predominante e possa passare da predatore a preda. E’ quindi possibile che un organismo che tipicamente si classifica come preda, possa divenire un predatore primario, se viene posto in un ambiente diverso. Molti organismi (primo fra tutti l'uomo) possono nutrirsi attingendo a più livelli della catena alimentare; gli organismi che si comportano sia da carnivori, sia da erbivori, sono detti onnivori. Esistono inoltre i saprofiti, organismi che si nutrono di materia organica animale o vegetale in avanzato stato di decomposizione. L'esistenza delle relazioni alimentari fra i vari gruppi di organismi appartenenti alla stessa catena alimentare fa sì che una specie animale non possa aumentare indefinitivamente di numero a spese di un'altra: si stabilisce cioè un equilibrio biologico fra gli organismi che abitano uno stesso ambiente.

Classificazione funzionale

Questo sistema ha lo scopo di classificare i predatori in base al modo in cui ottengono le risorse nutritive e la naturale interazione tra preda e predatore. Secondo questo tipo di classificazione, si vengono a formare 2 gruppi di predatori: 

·    predatori veri: coloro che uccidono la loro preda con lo scopo di cibarsene. Questi tipi di predatori possono cacciare attivamente la preda, o mimetizzarsi con l'ambiente, in attesa del momento propizio per attaccare. Molti predatori tendono a sbranare la preda, come il leone o il leopardo; altri, come alcuni tipi di serpente, la mangiano intera. Vi sono inoltre alcuni tipi di predatori che, per rendere inoffensive le loro prede, iniettano loro del veleno. In molti casi, come per il serpente a sonagli o alcuni tipi di ragno, il veleno riveste una certa importanza anche nella fase di digestione. In altri casi, le prede muoiono direttamente nella bocca, o nell'apparato digerente dell'organismo predatore, come avviene ad esempio al plancton dai cetacei; 

·        pascolatori: tra i pascolatori rientrano tutti i consumatori mobili di prede vegetali o di organismi marini, come i briozoi.Gli organismi pascolatori possono uccidere la loro preda, ma questo è un caso molto raro, che si può ritrovare nella consumazione del fitoplancton da parte dello zooplancton. Solitamente i pascolatori si nutrono di piante; il bestiame potrebbe estrarre erba dalle radici, ma solitamente la pianta viene mangiata nella parte alta, permettendogli di ricrescere; 

 

Grado di specializzazione  

Alcuni predatori sviluppano un alto grado di specializzazione, che li porta a cacciare una singola specie di preda. Altri sono più opportunisti e possono mangiare qualunque cosa. I predatori che sviluppano una specializzazione nei confronti di una determinata preda sviluppano delle strategie che li facilitano nella caccia. Allo stesso modo le prede sviluppano dei metodi per sfuggire con più facilità ai predatori naturali. In questo modo viene indirettamente mantenuto l'equilibrio tra preda e predatore. Alcuni predatori si specializzano in una classe di prede, piuttosto che in una singola specie. In questo modo possono cambiare tipo di prede, quando il bersaglio preferito è estremamente scarso, permettendo alla specie predata abitualmente di incrementare la popolazione.

Ruolo ecologico 

Il ruolo ecologico dei predatori è notevole, in quanto grazie ad essi si riesce a mantenere la biodiversità, prevenendo il fatto che una singola specie diventi dominante. Molti predatori sono conosciuti come specie chiave e riescono a mantenere in equilibrio un particolare ecosistema. Introducendo o rimuovendo questi predatori, si causa una variazione negli equilibri e nella densità di popolazione, che può portare a gravi squilibri.

Adattamenti e comportamento 

La predazione può essere sintetizzata in quattro fasi: la ricerca della preda, l'attacco, la cattura e infine la consumazione. La relazione tra preda e predatore è ovviamente a vantaggio del predatore. Tuttavia, spesso la predazione porta dei notevoli vantaggi evolutivi nelle specie predate, massimizzando la loro possibilità di nutrimento e facendo sì che abbiano maggiori possibilità di sopravvivere all'attacco di un predatore.  

Un esempio di questi adattamenti è il mimetismo meccanismo per cui gli organismi hanno un aspetto che li aiuta a nascondersi nell'ambiente circostante. Il mimetismo non consiste solo nei colori, ma anche nella forma in cui si presenta l'organismo. 

Tuttavia, alcuni predatori possono ricorrere ad una forma di mimetismo per poter avvicinare le prede. Le lucciole femmine del genere Photuris, ad esempio, copiano i segnali luminosi delle altre specie e li sfruttano per attrarre a sé le prede. 

L'aposematismo è una forma di difesa completamente opposta al mimetismo. Gli animali che sfruttano questo accorgimento sono caratterizzati da colori sgargianti su una parte più o meno estesa del corpo, in modo che siano facilmente riconoscibili da possibili predatori. Spesso gli animali aposematici sono velenosi, o semplicemente dotati di un sapore sgradevole. È proprio la particolarità dei colori che lo caratterizzano che fa allontanare il predatore, facendolo temere per la sua incolumità.

I predatori 

Quando la predazione ha successo, essa porta un guadagno energetico. Tuttavia la caccia riduce inevitabilmente le risorse energetiche del predatore, ed è per questo che solitamente i predatori decidono di non attaccare, fintanto che i costi in termini energetici supererebbero i benefici. La caccia di gruppo permette ai predatori quali leoni, iene, lupi e piranha di nutrirsi in maniera efficace, riducendo le energie dissipate durante la caccia. Un altro tipo di selezione predatoria è quella che porta i predatori a cacciare preferibilmente prede di una certa taglia, escludendo le altre. Le prede troppo grandi sarebbero troppo difficili da catturare, quelle troppo piccole non garantirebbero il giusto apporto energetico. Questa forma di predazione è strettamente correlata con la taglia del predatore e delle sue possibili prede. In questo modo gli elefanti adulti saranno evitati dai leoni, sebbene i piccoli rappresentino una preda vulnerabile. Si è inoltre potuto vedere che, spesso, alcuni animali domestici in cattività possono effettuare una distinzione tra gli animali che coabitano nella stessa area umana rispetto ad animali selvatici che sono fuori dalla loro area, e che possono essere considerati prede. Questo può portare ad una sorta di convivenza pacifica tra due specie normalmente legate dal rapporto predatore-preda. Questo genere di comportamento tende a spiegarsi attraverso una serie di vantaggi reciproci, o per la paura della reazione dei padroni.

Adattamenti anti-predatore 

Aggressione 

Spesso gli animali predatori utilizzano le loro abituali forme d'attacco come difesa da eventuali predatori. L'elettroforo, o anguilla elettrica, usa la corrente elettrica sia per uccidere le sue prede, sia per tenere lontani i predatori, facendo sì che preferiscano altri bersagli. Molti animali che non sono predatori veri, inoltre, sviluppano delle forme di difesa, per cercare di resistere all'attacco dei loro predatori naturali. Le zebre, ad esempio, possono sferrare potenti calci che possono arrivare ad uccidere chi ne viene colpito, mentre altri animali ricorrono ad attacchi con zanne o corna. 

Mobbing 

Il mobbing consiste in una sorta di attacco di gruppo nei confronti di un predatore. Il mobbing è un comportamento tipico degli uccelli, anche se può essere visto in varie specie animali. Di solito il primo uccello che avvista il predatore, lancia un grido di allarme, detto mobbing-call. Gli uccelli sono in questo modo richiamati ed avvertiti della presenza del predatore, che quindi non ha più la possibilità di agire di sorpresa, dopodiché il gruppo inizia ad attaccarlo e molestarlo con vocalizzazioni e attacchi diretti, con lo scopo di distrarlo e confonderlo. Tuttavia gli attacchi diretti sono molto rari. È possibile che uccelli, anche di specie differenti, rispondano al mobbing-call. Il mobbing-call, oltre a richiamare gli altri uccelli, mette in una posizione di svantaggio l'esecutore del richiamo, facendo sì che sia notato dal predatore, e quindi una possibile preda. Nonostante tutto i vantaggi del mobbing sono notevoli e vanno dalla possibilità di salvaguardare i nidi, attirando l'attenzione su un singolo individuo, a l'effettiva protezione dai predatori, intimoriti da questa forma di attacco di massa. 

Avvertimenti 

Attraverso lo stotting, la gazzella avverte il predatore di essersi accorta della sua presenza. 

Gli avvertimenti servono per demotivare il predatore ad attaccare la preda. Quando le gazzelle vedono un possibile predatore, iniziano a correre lentamente compiendo ampi salti, effettuando quello che viene chiamato stotting. Così facendo comunicano al predatore che è stato avvistato, e che le sue possibilità di successo sono diminuite. I predatori quindi, rinunciano spesso alla caccia, avendo capito che da quel momento essa non è più redditizia.

Dinamiche della popolazione 

In natura si viene a creare un equilibrio tra le prede e i predatori. Questo equilibrio tende a non far aumentare troppo il numero delle prede e dei predatori. Se il numero delle prede aumenta, dopo un certo tempo aumenterà anche il numero dei predatori. Ma un grande numero di predatori finirà sicuramente per ridimensionare il numero delle prede, che quindi tenderà a ridursi. 

 

 

 

  La mia immagine rappresenta una mantide religiosa durante una predazione. La femmina dopo l'accoppiamento mangia il maschio per assicurarsi la crescita delle uova.
Samuele.       La mia immagine rappresenta una mantide religiosa durante una predazione. La femmina dopo l'accoppiamento mangia il maschio per assicurarsi la crescita delle uova. Samuele.
 

       Tentativo di predazione sulla cernia Epinephelus exagonatus da parte del pesce lucertola macchia nera (barriera corallina Isole Fiji)       Tentativo di predazione sulla cernia Epinephelus exagonatus da parte del pesce lucertola macchia nera (barriera corallina Isole Fiji)
 

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28.36 kB17:55, 5 Nov 2012Nasisi Alessia?Azioni
 Predazione - foto predazione , Foto - Aquila.mht
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148.32 kB15:34, 5 Nov 2012Minasso Luca?Azioni
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io lo copio se volete riassumerlo o aggiungere foto fata pure
Inviato 13:34, 6 Nov 2012 ()
grazie ma non ce ne sarà bisogno. adesso lo stampo. ciao a domani!!=)=p
Inviato 20:51, 6 Nov 2012 ()
oky
ma bisogna studiare tutto di tutti o solo le cose importanti?
Inviato 13:09, 7 Nov 2012 ()
BRAVI RAGAZZI IL VOSTRO LAVORO è BELLISSIMO!!!!!!!!!!!ciao a domani!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!XDXD:)
Inviato 18:39, 12 Nov 2012 ()
grazie mille cami XD XD :-) :-D !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Inviato 12:44, 13 Nov 2012 ()
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