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Il cervello degli adolescenti è più sensibile ai premi che ai rischi

Negli adolescenti le aree cerebrali della ricompensa sono più attive rispetto agli adulti, una peculiarità che si può attribuire ai circuiti cerebrali più flessibili del cervello adolescenziale in via di maturazione. Questa flessibilità, che porta ad accettare anche sfide pericolose, avrebbe la funzione di sintonizzare il cervello sulle possibilità offerte dall'ambiente con l'obiettivo di raggiungere un'indipendenza e quindi entrare nel mondo degli adulti (red)

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E' una differenza nella struttura di alcuni circuiti cerebrali che probabilmente rende gli adolescenti molto più sensibili rispetto agli adulti alla possibilità di ottenere una ricompensa in seguito a un comportamento. Prove che suffragano questa ipotesi sono state ottenuta da due ricercatori dell'Università della California a Los Angeles che ne riferiscono  sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

E' noto che una regione del cervello coinvolta nel
cosiddetto sistema della ricompensa, lo striato ventrale, si attiva molto di più negli adolescenti che negli adulti quando un individuo riceve un premio o prevede di poterlo ottenere con un certo comportamento. Il significato di questa differenza però non era del tutto chiaro perché solitamente il monitoraggio dell'attività cerebrale avviene nel corso di test in cui il premio in palio è costituito da una piccola somma di denaro. 

La differenza di attività nello striato ventrale potrebbe essere legata non tanto alle differenze a livello neuronale in un cervello in via di maturazione, come quello dei più giovani, ma al fatto molto più banale  che in genere gli adolescenti hanno meno denaro, e quindi potrebbero attribuire un valore più elevato ai soldi del test, ricavandone una spinta motivazionale maggiore.

<figure class="img-right" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 220px;">Il cervello adolescente è più sensibile ai premi che ai rischi<figcaption>© Illustration Works/Corbis</figcaption></figure>Per distinguere tra queste due possibili interpretazioni, sarebbe necessario “sterilizzare” la componente legata alla valutazione soggettiva del valore del premio, una procedura estremamente complessa e difficile da attuare se si volesse usare, oltre al denaro, anche premi in beni di consumo, cibo, donazioni a terzi e simili. 

Per aggirare l'ostacolo, Emily Barkley-Levenson e Adriana Galván hanno valutato la risposta cerebrale in funzione non al valore del premio in sé, ma in funzione del rapporto fra questo valore e la probabilità di conseguirlo, una misura che, attraverso una serie di elaborazioni statistiche, permette di ridurre il peso del valore soggettivo attribuito al premio. 

Anche dopo questa modifica del protocollo sperimentale, riferiscono le autrici, lo striato ventrale ha mostrato una maggiore attività negli adolescent, legata soprattutto alla tendenza ad accettare scommesse che gli adulti tendono invece a scartare. Questo suggerisce che la differenza sia appunto verosimilmente da attribuire a una differenza nei circuiti cerebrali, e in particolare a una loro maggiore “flessibilità”. Una flessibilità che secondo Barkley-Levenson e Galván potrebbe avere uun preciso significato ecologico-evolutivo. 

Se l'adolescenza serve a raggiungere traguardi che facilitano l'indipendenza, avere un cervello propenso a testare le possibilità offerte dall'ambiente potrebbe rappresentare un tratto adattativo di particolare valore. E il supporto neurale di questa tendenza comportamentale si concretizzerebbe in circuiti che esaltano la spinta ad agire e ad assumersi rischi, a prescindere dalle conseguenze potenzialmente dannose, ma anche a esplorare nuove possibilità, nuove soluzioni e nuove idee.
 
 
 

LE EMOZIONI SI RIFLETTONO SUL NOSTRO CORPO

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Espressioni come "ho il cuore spezzato" o "sento un brivido lungo la schiena" potrebbero avere un significato letterale, poiché le nostre emozioni si riflettono sul nostro corpo, e in aree ben specifiche a seconda dell'emozione. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori finlandesi dell'Università di Tampere e della Aalto University, che sono riusciti addirittura a realizzare una mappa delle associazioni fra le parti del corpo e le emozioni collegate: scoprendo inoltre che la mappa è universale, ossia indipendente dalla cultura di appartenenza.

Numerosi studi hanno dimostrato che dal punto di vista biologico i meccanismi emozionali servono a preparare l'organismo ad affrontare le sfide incontrate nell'ambiente regolando l'attivazione differenziale del sistema nervoso cardiovascolare, muscolo-scheletrico, neuroendocrina, e autonomo. Secondo i principali modelli neuroscientifici, la presa di coscienza di questi stati emotivi sarebbe innescata proprio dalla percezione dei relativi stati corporei, in modo da permettere una risposta più adeguata  al problema posto dall'ambiente. 

Tuttavia, era ancora in dubbio se i cambiamenti corporei associati alle varie emozioni fossero sufficientemente specifici da spiegare le distinte sensazioni che le contraddistinguono. Inoltre, non era chiaro quale fosse la distribuzione topografica delle sensazioni fisiche legate alle diverse emozioni. 

Una mappa delle sensazioni fisiche associate alle emozioni<A risolvere la questione è giunto ora lo studio condotto da Lauri Nummenmaa e colleghi – che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” - nel quale hanno preso in esame 701 soggetti, in parte di cultura occidentale e in parte di cultura cinese, ai quali sono stati proposti racconti, filmati, espressioni facciali, parole emotivamente significative, chiedendo loro di indicare su due sagome di un corpo umano quali parti percepivano come più attivate e meno attivate del normale quando veniva loro presentato uno stimolo emotivo.

Le sensazioni agli arti superiori sono così risultate più importanti nelle emozioni orientate all'approccio (in senso positivo e negativo), come rabbia e felicità, mentre una sensazione di ridotta attività agli arti è una caratteristica distintiva della tristezza. Le sensazioni che coinvolgono il sistema digestivo e la regione della gola sono state trovate particolarmente marcate nel disgusto. A differenza di tutte le altre emozioni, che sono collegate a regioni specifiche, la felicità èinvece risultata associata a un miglioramento delle sensazioni in tutto il corpo.

Inoltre, le emozioni complesse (ansia, amore, depressione, disprezzo, orgoglio, vergogna, invidia) hanno mostrato una correlazione alle sensazioni corporee più debole rispetto alle cosiddette emozioni promarie (rabbia, paura, disgusto, felicità, tristezza e sorpresa), con l'eccezione di ansia e depressione, che mostravano una strettissima somiglianza con gli stati emotivi primari rispettivamente di paura e tristezza. 

<figure class="img-left" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 460px;">Una mappa delle sensazioni fisiche associate alle emozioni<figcaption>In giallo e rosso le aree percepite come più attive e in blu quelle percepite come meno attive mentre si sperimentano le diverse emozioni. (Cortesia L. Nummenmaa et al./PNAS)</figcaption></figure>Anche se alcune parti del corpo sono risultate quasi sempre coinvolte – in particolare la testa, quasi sempre più attivata del normale, sia pure in varia misura - dall'analisi complessiva delle risposte è apparso che alle diverse emozioni corrispondevano mappe corporee statisticamente ben distinguibili, che le aree coinvolte corrispondono bene ai più importanti cambiamenti fisiologici associati alle diverse emozioni, e che le ma pe erano sostanzialmente la stesse sia nelle persone di cultura occidentale sia in quelle di cultura orientale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Visualizzato commento 3 di 3 : vedi tutti
Alice ho aggiunto qualche dettaglio in rosso
Inviato 16:19, 10 Feb 2014 ()
ciao vanno bene le ultime sottolineature?????
Inviato 15:56, 13 Feb 2014 ()
aggiungerei qualcosa all'articolo sulle emozioni
Inviato 18:38, 19 Feb 2014 ()
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