FUGA DI CERVELLI ! ! !

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IL cervello del gerarca nazista trafugato  la storia del destino del cervello di Robert Ley

 

Il cervello del gerarca nazista, suicidatosi prima dell'inizio del processo di Norimberga, fu trafugato da uno psichiatra americano che era stato incaricato di esaminare gli imputati e stabilirne la capacità di intendere e volere. I risultati dei test a cui il medico aveva sottoposto Göring e gli altri nella speranza di individuare una "personalità nazista", lo avevano erroneamente convinto che Ley soffrisse di una lesione cerebrale. 

L'autore di questo articolo, esaminando il materiale appartenuto allo psichiatra Kelley, trovò fra gli oggetti appartenenti a uno psichiatra americano una piccola scatola. Essa conteneva diverse lastre fotografiche, ciascuna delle quali mostrava una sezione trasversale di un cervello. Le etichette sulle lastre indicavano, come ex proprietario del cervello, un certo Robert Ley (foto sotto). 


 

 

Il curioso caso del cervello di Robert Ley  Robert Ley

  • Dal 1933 fino alla fine della secondaguerra mondiale, aveva diretto il Deutsche Arbeitsfront (DAF), un dipartimento del governo nazista che sovrintendeva alla vita lavorativa dei cittadini del Terzo Reich.

 

Kelley era arrivato a Norimberga con l'ordine di valutare l'idoneità mentale dei leader nazisti a essere processati per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Oltre a questo, però, Kelley si era prefisso un compito più ambizioso: avendo accesso illimitato a uomini considerati i peggiori criminali del XX secolo, sperava di trovare un filo psicologico comune che collegasse i prigionieri, una "personalità nazista" che potesse spiegare i loro efferati misfatti. Kelley pensava che se fosse riuscito a identificare un disturbo psichiatrico o un insieme di tratti psicologici condiviso dai nazisti, sarebbe stato in grado di isolare le altre persone capaci di commettere crimini orribili che si trovano in mezzo a noi.

Il curioso caso del cervello di Robert Ley

  • Göring presta giuramento al processo di Norimberga

 
Per valutare i prigionieri nazisti, Kelley li intervistò lungamente, ma utilizzò anche una batteria di test psicologici da poco in uso, puntando particolarmente sul test di Rorschach. Nel test si mostrano ai soggetti immagini di macchie d'inchiostro astratte. Proiettando nelle immagini le loro fantasie e i loro bisogni, i soggetti descrivono ciò che vedono. Kelley era stato uno dei più esperti e abili interpreti americani del test di Rorschach. 

 

Il test di Rorschach fu somministrato a quasi tutti i 22 gerarchi nazisti in attesa di essere processati dal tribunale militare internazionale di Norimberga e, fra questi, anche a Hermann Göring, secondo per importanza dopo Hitler fra i capi del Terzo Reich (che Kelley giudicò anche il più interessante). I risultati più sorprendenti furono però quelli di Robert Ley, che sbagliava i nomi dei colori, offriva descrizioni confuse e dava risposte incongrue e prive di senso. Kelley avanzò una diagnosi di danno cerebrale al lobo frontale di Ley, anche se gli esami fisici del prigioniero non avevano rivelato alcun segno della presenza di problemi neurologici.

 

 

 

Per Kelley, le frequenti esplosioni di rabbia di Ley in carcere e il suo discorrere illogico rappresentavano un'ulteriore prova di una lesione al lobo frontale. Unico tra i nazisti incriminati, Ley avrebbe potuto godere di una dichiarazione di incapacità mentale, ma il medico non aveva modo di confermare con sicurezza la sua diagnosi.

Il curioso caso del cervello di Robert Ley
  • Robert Ley (al centro) mentre accompagna il duca di Windsor (a destra) in una visita a una fabbrica tedesca nell'autunno del 1937 

 

Fino a quando il 24 ottobre 1945, prima dell’inizio del processo, Ley non si suicidò nella sua cella. Kelley dichiarò che: “Ley mi ha fatto un singolare favore personale, perché il suo era l'unico cervello che ho sospettato avesse un danno organico”. Kelley chiese a un collega di rimuovere il cervello dal corpo di Ley e lo trafugò da Norimberga per consegnarlo nelle mani di un amico, Webb Haymaker, un rinomato neuropatologo dell'istituto di patologia dell'esercito a Washington, DC. 

Kelley chiese a due neuropatologi di esaminare il cervello di Ley per rilevare i segni del danno al lobo frontale che aveva diagnosticato. Il primo, Haymaker, lo fece e scattò le fotografie ritrovate poi fra le carte di Kelley più di 60 anni dopo.


Il curioso caso del cervello di Robert Ley

 ·     Douglas M. Kelley

 

Due anni dopo, in cerca di un altro parere, inviò i campioni dell'organo ai patologi della Langley Porter Clinic, a San Francisco. L'esame non produsse alcuna chiara evidenza di un danno al lobo frontale. In una lettera a Kelley, Haymaker comunicò la brutta notizia che anomalie cerebrali di Ley: "erano di portata minore rispetto a quanto abbiamo creduto in un primo momento. Personalmente, penso che forse faremmo meglio a mettere una pietra su tutto, dato che il grado di cambiamento [nel cervello] potrebbe essere oggetto di opinioni divergenti".  


A quel punto, lo studio del cervello dei gerarchi tedeschi aveva già provocato a Kelley un discreto stress. I nazisti non condividevano i significativi tratti psicologici immaginati da Kelley e avevano concluso che i loro cervelli fossero normali. Non c'era una personalità nazista..

 
 

http://www.youtube.com/watch?v=4ltpvYPH1fo 

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Visualizzato commento 4 di 4 : vedi tutti
ciaoo!!
Inviato 18:56, 11 Mar 2014 ()
ciaooo bisiooo!!
Inviato 08:29, 12 Mar 2014 ()
Sto cercando di sistemare alcuni brani dell'articolo ma non sempre riesco a farlo ,in ogni caso conto di finire per stasera,poi pensate bene a come lo userete
Inviato 16:17, 13 Mar 2014 ()
ok adesso è a posto , non toccatelo più
Inviato 18:07, 13 Mar 2014 ()
Visualizzato commento 4 di 4 : vedi tutti
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