Tettonica

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Per la prima volta è stata descritta in dettaglio la nascita e l'evoluzione di due isole vulcaniche, formatesi nella regione più meridionale del Mar Rosso in seguito a due eruzioni esplosive avvenute nel 2011 e nel 2013. Lo studio – effettuato da Wenbin Xu, Joël Ruch & Sigurjón Jónsson della King Abdullah University of Science and Technology (KAUST) a Thuwal, in Arabia Saudita, e pubblicato su “Nature Communications” - si basa sulle immagini riprese dai satelliti TerraSAR-X e TanDEM-X che, dotati di radar ad apertura sintetica di ultima generazione, possono mappare la superficie del pianeta con una risoluzione di un metro.

<figure class="img-right" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 20px; width: 220px;">Nascita ed evoluzione di due isole vulcaniche<figcaption style="color: rgb(68, 68, 68); font-size: 11px; line-height: 13px;">Un'immagine satellitare, ripresa il 23 dicembre 2011, dell'eruzione che ha creato l'isola di Sholan. (Cortesia Xu et al./Nature Communications)</figcaption></figure>Le eruzioni sottomarine che portano alla formazione di nuove isole vulcaniche sono piuttosto rare ed è ancora più raro averne testimonianze dirette, il che rende complesso comprendere le ragioni del fenomeno.

Le due nuove isole si sono formate nell'arcipelago di Zubair, composto da dieci isole di origine vulcanica e vari scogli situati lungo la parte centrale della cresta meridionale sottomarina del Mar Rosso, tra lo Yemen e l'Eritrea.

La prima delle due eruzioni è iniziata il 18 dicembre 2011 nella parte settentrionale dell'arcipelago, ed è stata preceduta da tre sciami sismici in aprile, giugno e agosto dello stesso anno e, il 23 dicembre, da due scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo 3.7 e 3.9,  rilevate chiaramente dal centro  di sismologia dello Yemen.

L'eruzione, che è durata 25 giorni, ha portato alla nascita di un'isola, che i satelliti hanno cominciato a veder emergere già dal 23 dicembre. L'isola è stata chiamata Sholan, in omaggio a Jamal Sholan del National Yemen Seismological Observatory Cente, che è stato il primo a visitarla.

<figure class="img-left" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 20px; width: 220px;">Nascita ed evoluzione di due isole vulcaniche<figcaption style="color: rgb(68, 68, 68); font-size: 11px; line-height: 13px;">Un'immagine satellitare, ripresa il 7 novembre 2013, dell'eruzione che ha creato l'isola di Jadid. (Cortesia Xu et al./Nature Communications)</figcaption></figure>L'attività vulcanica è stata influenzata dall'afflusso di acqua di mare e l'eruzione non si è evoluta da eruzione di tipo esplosivo a effusivo; la presenza di forti venti costanti da sud ha influenzato la forma dell'isola, facendo ricadere gran parte del materiale piroclastico obliquamente rispetto all'orientamento delle due bocche attive del vulcano sottomarino.

L'isola, che al termine dell'eruzione aveva una lunghezza di 770 metri e una larghezza di 520, è stata subito interessata da fenomeni erosivi della costa, che nel giro di due mesi si è ridotta di 10.000 metri quadrati, una superficie significativa considerate le dimensioni totali.

Anche la seconda eruzione, iniziata il 23 settembre 2013 e terminata dopo 54 giorni, era stata preceduta da tre sciami sismici e da sei terremoti di magnitudo inferire a 4. L'isola che ne è sorta, Jadid (che in arabo significa "nuovo”), si trova a 8 chilometri a sud-est di Sholan, ha una forma quasi circolare e un diametro di poco inferiore al chilometro.

Analizzando tutti i dati raccolti, Xu e colleghi hanno potuto dimostrare che la crescita delle due nuove isole dell'arcipelago Zubair è stata alimentata da due fratture tettoniche riempite da magma, lunghe almeno 10 chilometri. che in precedenza erano passate inosservate.ginja senza contenuti. Arricchire Test Scuola con i contributi.

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