Napoleone bonaparte

 

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio, in Corsica, poco più di un anno dopo la stipula del Trattato di Versailles del 1768, con il quale laRepubblica di Genova lasciava mano libera alla Francia nell'isola, che fu così invasa dalle armate di Luigi XV e annessa al patrimonio personale del Re.[3] La famiglia Bonaparte apparteneva alla piccola borghesia còrsa[4] e aveva lontane origini nobili toscane (sembra accertato che gli antenati fossero immigrati in Corsica da Sarzana nel XVI secolo, al servizio di Genova).[5]

Il padre di Napoleone, Carlo Maria Buonaparte (Napoleone cambiò il cognome in "Bonaparte" dopo la morte del padre, pochi giorni prima di sposare Giuseppina e partire per la campagna d'Italia, per renderlo più adatto alla lingua francese),[6] avvocato, laureatosi all'Università di Pisa, aveva effettuato ricerche araldiche per ottenere presso i lontani parenti di San Miniato una patente di nobiltà che gli conferisse prestigio in Patria e gli permettesse di meglio provvedere all'istruzione dei figli. In realtà già nel suo atto di battesimo, redatto ad Ajaccio in lingua italiana, viene attestata la nobiltà della famiglia e si riporta il cognome Bonaparte,[7] prova che esso non era definitivamente fissato nella forma Buonaparte. Nell'atto di battesimo di Napoleone,[8] redatto sempre ad Ajaccio e in lingua italiana, compare nuovamente il cognome Bonaparte, mentre nei successivi atti, in italiano, relativi a Paola e a Luigi Napoleone il cognome, ancora nella forma Bonaparte, è preceduto dalla particella "de".
Carlo Maria Bonaparte morì prematuramente a causa di un cancro allo stomaco, il 24 febbraio 1785, a Montpellier.

La madre era Maria Letizia Ramolino, discendente da nobili toscani e lombardi; al momento del matrimonio, il 2 giugno 1764, aveva 14 anni il marito 18.[9] La coppia ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: oltre Napoleone anche i fratelli GiuseppeLucianoLuigi e Girolamo; le sorelle ElisaPaolina e Carolina. Lo stesso Napoleone disdegnò in più occasioni tali ascendenze illustri affermando che voleva essere fondatore e non discendente di tale nobiltà.[10]

I due genitori combatterono nella guerra fra i corsi e i francesi e Maria combatté anche quando era incinta di Napoleone, suo secondo figlio. Il 15 agosto 1769[11] durante la festa dell'assunzione si recò alla cattedrale di Ajaccio, al suo ritorno a casa, intorno a mezzogiorno[12] si accasciò dando la luce a Napoleone. Venne battezzato due anni dopo, nel 21 luglio 1771.[13]

Infanzia

A 5 anni venne iscritto in un asilo d'infanzia, studiò con l'abate Recco[14] per quattro anni, nei quali ricevette educazione anche dallo zio, l'arcidiacono Luciano.

Fu grazie al titolo nobiliare ottenuto in Toscana che Carlo poté iscriversi al Libro della nobiltà di Corsica, istituito dai francesi per consolidare la conquista dell'isola,[15] e solo grazie a tale iscrizione, all'età di appena nove anni, il giovane Napoleone fu ammesso il 23 aprile 1779[16], sempre per iniziativa del padre, alla Scuola reale di Brienne-le-Château, nel nord della Francia, dove rimase fino al 17 ottobre 1784. Alcuni storici, erroneamente, ritengono fino al 30 ottobre dello stesso anno.[17] Per migliorare il suo francese e prepararsi alla scuola, prima frequentò per quattro mesi il collegio di Autun, i suoi studi furono finanziati grazie ad una borsa di studio di duemila franchi.

Napoleone inizialmente non si considerava francese e si sentiva a disagio in un ambiente dove i suoi compagni di corso erano in massima parte provenienti dalle file dell'alta aristocrazia transalpina, e lo prendevano crudelmente in giro motteggiando il suo nome come "la paille au nez = la paglia per il naso" (l'accusa di essere straniero l'avrebbe perseguitato per tutta la vita).[18][19] Qui strinse amicizia con Louis-Antoine Fauvelet de Bourrienne, suo futuro biografo, e nel frattempo il giovane Napoleone si dedicò con costanza agli studi, riuscendo particolarmente bene in matematica.[20]

Seguì le idee ateiste del collegio, e lui stesso narrò che ad 11 anni la sua fede vacillò.[21]

Carriera nell'esercito

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Tolone (1793).

Dopo il giudizio positivo del cavaliere di Kéralio[22] Il 22 settembre 1784 il suo successore, l'ispettore militare Reynaud des Monts gli concesse l'ammissione alla Regia Scuola Militare di Parigi, fondata da Luigi XV su consiglio di Madame de Pompadour, dove giunse nella sera del successivo 21 ottobre, partito giorni prima il 17.[23] Nel 1785 tentò di passare in Marina, ma in seguito all'annullamento degli esami d'ammissione di quell'anno, passò in artiglieria, desideroso di abbandonare gli studi al più presto e dedicarsi alla carriera militare.[24]
Alloggiava in una mansarda. Fra i suoi insegnanti figurava Gaspard Monge, creatore della geometria descrittiva.

Ottenne quindi la nomina a sottoluogotenente a soli 16 anni[25] e fu distaccato, il 1º settembre 1785, presso un reggimento d'artiglieria di stanza a La Fère, come sottoluogotenente, per assumere la luogotenenza, pochi mesi dopo, presso un reggimento di stanza a Valence, nel sud-est della Francia.[26] In quei tempi si innamorò prima di Caroline, figlia di Anna du Colombier[27] ed in seguito di Luoise-Marie-Adelaide de Saint-Germain, in entrambi i casi venne rifiutato. La sua prima relazione fu con una prostituta[28] Nel 1787 tornò a Parigi, poi viaggiò in Corsica e infine raggiunse il reggimento ad Auxonne.

Frattanto il giovane Napoleone continuava a detestare segretamente la Francia ed i francesi ed a coltivare la causa dell'indipendenza dellaCorsica, come testimoniato significativamente da un suo scritto del 1787:[29]

« Francesi, non paghi di averci portato via tutto ciò che ci era caro, avete anche corrotto i nostri costumi. La situazione attuale della mia patria, e l'impossibilità di mutarla, sono dunque un nuovo motivo per fuggire una terra in cui sono obbligato per dovere, a lodare uomini che per virtù dovrei invece odiare. Quando arriverò nella mia terra, che atteggiamento adottare, che linguaggio tenere? Quando la patria non è più, un buon patriota deve morire. »
(Napoleone Bonaparte, 1787)
Il capitano Bonaparte all'assedio di Tolone.

Allo scoppio della rivoluzione nel 1789, Napoleone, ventenne e ormai ufficiale[30] del re Luigi XVI, riuscì ad ottenere una lunga licenza grazie alla quale poté riparare al sicuro in Corsica. Qui giunto si unì al movimento rivoluzionario dell'isola assumendo il grado di tenente colonnello della Guardia Nazionale. Nel 1791 si innamorò di Manesca Pillet ma venne rifiutato, e dopo essere stato per alcuni mesi a Auxonne il 1 giugno venne inviato nel 4º reggimento d'artiglieria a Valence[31] con il grado di primo luogotenente. Nel gennaio del 1792 si candida come tenente colonnello e venne eletto, con alcuni dubbi,[32] il 28 marzo,[33] in seguito verrà momentaneamente retrocesso al rango di capitano. Per i suoi continui viaggi in Corsica, superando il tempo concessogli per la licenza militare, rischiò di essere considerato disertore,[34] preoccupato ritornò a Parigi nello stesso anno.

Il generale Bonaparte nel periodo della prima campagna d'Italia.

Nel frattempo in Corsica infuriava la guerra civile scoppiata appunto nel 1793. Già dal 1792 gli eccessi rivoluzionari e l'instaurazione del "Terrore" avevano spinto l'eroe nazionale dell'indipendenza corsa, Pasquale Paoli (che era rientrato trionfalmente nel suo Paese nel 1790, dopo il lungo esilio impostogli dai Re di Francia), a prendere le distanze da Parigi e a riprendere la lotta per l'indipendenza della Corsica. Accusato di tradimento e inseguito da un mandato di arresto emesso dalla Convenzione Nazionale il 2 aprile 1792, Paoli ruppe gli indugi il 17 aprile, appellandosi direttamente a tutta la popolazione còrsa affinché difendesse la propria patria e i propri diritti. La famiglia Buonaparte, che pure aveva sostenuto Paoli al tempo della rivolta contro Genova e poi contro le Armate di Luigi XV (il padre Carlo e forse anche la madre parteciparono accanto a Paoli alla battaglia di Ponte Nuovo contro i francesi), scelse però la causa francese.
Nel febbraio 1793 comanda i 350 uomini dell'11º battaglione verso l'isola della Maddalena, il 22 febbraio sbarca a Santo Stefano, l'attaccò non riuscì in quanto mancò l'appoggio previsto della corvetta Fauvette.[35]

Napoleone fuggì rapidamente ad Ajaccio e di lì riparò con l'intera famiglia, accusata di tradimento, a Tolone. Il 12 settembre 1793[36] giunse al quartiere generale di Cartaux. In sei settimane riorganizzò le forze per l'assedio alla città, preparò 100 pezzi di grosso calibro e raccolse vari ufficiali competenti. Con l'appoggio di Gasparin, uno dei tre commissari a Tolone, riuscì ad avere il controllo dell'artiglieria d'assedio, intanto divenne capo di battaglione, il 19 ottobre.[37] A Cartaux successe Doppet e poi il capace generale Jacques François Dugommier, conobbe Andoche Junot che poi farà governatore di Parigi, il 1 dicembre viene nominato dal generale Dugommier aiutante generale. Riuscì a conquistare il forte dell'Eguillette, chiamato la piccola Gibilterra, e dopo gli altri forti nel dicembre1793, liberò il porto di Tolone dai monarchici e dalle truppe inglesi che li appoggiavano; fu il suo primo clamoroso e avventuroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata il 22 dicembre[38] e l'attenzione del futuro membro del Direttorio Paul Barras, che lo aiuterà poi nella successiva scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, prima lo liberò dagli arresti in casa costretto nel 1794[39] poi lo fece cadere in disgrazia all'indomani del 9 termidoro e la conseguente fine del Terrore. Venne arrestato con le accuse di spionaggio e poi liberato.[40] Le sue avventure galanti lo portano a sedurre Louise Gauthier, moglie di un deputato e a fidanzarsi, il 21 aprile 1795 con Désirée Clary.[41]

Tuttavia la fortuna gli arrise quando il 13 vendemmiaio (5 ottobre 1795Barras lo nominò, all'improvviso, comandante della piazza di Parigi, con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici (realisti). Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì spietatamente i rivoltosi scongiurando un nuovo colpo di Stato. In seguito al brillante successo, Barras lo nominò generale del Corpo d'armata dell'Interno.[42]

La campagna d'Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima coalizione e Campagna d'Italia (1796-1797).
Napoleone alla battaglia di Arcole.

Il 9 marzo 1796 Napoleone sposò Giuseppina Tascher de La Pagerie,[43] vedova Beauharnais, già moglie di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione.[44] Dopo soli due giorni partì per Nizza per assumere il comando dei 38.000 uomini mal equipaggiati dell'Armata d'Italia. Il generale, giunto al quartier generale il 27 marzo, diede il via ad una operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di «diversione», poiché l'attacco all'Austria sarebbe dovuto avvenire lungo due direttrici sul Reno.[44]

Piccolo di statura, molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurro, i capelli lunghi sulle spalle e il volto "sulfureo"[45][46], il generale, cupo e spigoloso, descritto come un "un matematico o un visionario"[47], impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.

Il 12 aprile 1796 iniziava la prima campagna d'Italia che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte il quale, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache e piemontesi. Questi successi affascinarono anche il grande compositore Ludwig Van Beethoven, che inizialmente dedicò al giovane generale repubblicano la sinfonia n. 3, l'"Eroica", ma successivamente stracciò la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si fosse proclamato imperatore.[48][49]

Dopo essere riuscito a sollevare il morale e lo spirito combattivo delle sue truppe, Napoleone manovrò con rapidità per disgregare e sconfiggere separatamente i due eserciti avversari; il giovane generale impiegò per la prima volta la cosiddetta "strategia della posizione centrale" e la campagna di Montenotte fu caratterizzata dalle continue vittorie dell'Armata d'Italia. Le forze austriache e piemontesi vennero battute successivamente a Cairo MontenotteDegoMillesimo,Cosseria; il 19 aprile 1796 sconfisse i piemontesi nella Battaglia di Mondovì, chiamata anche "Battaglia della Bicocca di San Giacomo" o "Presa di San Michele".[50] Con l'armistizio di Cherasco, Napoleone costrinse Vittorio Amedeo III di Savoia a pesanti concessioni, ratificate con la Pace di Parigi (15 maggio), che assegnava alla Francia sia laSavoia che la contea di Nizza. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nella battaglia al Ponte di Lodi e il 14 maggio dello stesso anno entrò a Milano.[44]

« Vedevo il mondo sprofondare sotto di me come se fossi sollevato in aria.[51] »
(Napoleone in occasione delle vittorie in Italia.)

Il 16 maggio, venne insediata a Milano l'Amministrazione Generale della Lombardia, entità politico-militare della quale facevano parte sia francesi (provenienti dalle file dell'Armata d'Italia) sia esponenti illuministi filo-francesi del capoluogo lombardo, come Pietro e Alessandro VerriGian Galeazzo Serbelloni e Francesco Melzi d'Eril.[52]

Napoleone dirige l'Armata d'Italia alla battaglia di Castiglione.

Costretto il Piemonte all'armistizio ed occupata Milano, Napoleone ricevette dal Direttorio i pieni poteri sull'Armata d'Italia e si preparò al compito più difficile: sconfiggere l'esercito austriaco. Mentre le truppe francesi assediavano la fortezza di Mantova, gli austriaci sferrarono una controffensiva che inizialmente mise in difficoltà il generale. Dopo una serie di scontri parziali, gli eserciti francese e austriaco si fronteggiarono, il 5 agosto, nella Battaglia di Castiglione. Fu, quella di Castiglione delle Stiviere, la prima grande battaglia campale diretta da Napoleone, il quale dimostrò il suo genio tattico ribaltando a proprio favore una situazione che pareva compromessa e conquistando una delle più importanti vittorie della sua carriera militare. Sebbene non definitiva, la sconfitta fu pesante per l'esercito austriaco che, riorganizzato e rinforzato da nuovi reparti, venne in seguito battuto a BassanoArcole e, infine, a Rivoli, prima battaglia d'annientamento della carriera di Napoleone.[53][54]

Il generale Bonaparte conclude i preliminari di pace di Leoben il 18 aprile 1797.

Nell'ottobre del 1796, si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (verde, bianco e rosso). Contemporaneamente le ex-legazioni pontificie si costituirono inRepubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale. Il 29 giugno 1797 venne proclamata la Repubblica Cisalpina con capitale Milano; la stessa il successivo 9 luglio incorporò laRepubblica Transpadana. Con il diretto intento di danneggiare il pontefice fu proclamata il 19 novembre 1797 la Repubblica Anconitana con capitale Ancona che fu poi unita alla Repubblica Romana: il tutto ebbe però breve durata, poiché nel 1800 lo Stato Pontificio fu ripristinato.[55]Bainville, op. cit., pp. 160-162</ref>.

Le forze austriache, comandate dall'arciduca Carlo d'Austria, intimorite dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua, che si concretizzò nel trattato di Campoformio, il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, gli austriaci inglobavano i territori della Repubblica di Venezia. Terminava così, con una secca sconfitta dell'Austria, la campagna d'Italia.[56]

Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone manifestò la sua brillante capacità strategica, in grado di assimilare le nuove teorie innovative dei pensatori militari francesi e applicarle magistralmente sul campo. Ufficiale di artiglieria per formazione, utilizzò i mezzi d'artiglieria in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria.

Dipinti contemporanei del suo Quartier generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo in un teatro di guerra, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col telegrafo ottico di Chappe, appena perfezionato nel 1792.[57]

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Inviato 11:48, 5 Giu 2013 ()
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