...Racconti dell'800...

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  1. 1. In molte città inglesi ci sono uno o più quartieri poveri, dove vivono  gli operai, lunghe file di costruzioni squallide in mattoni a uno o due piani con le cantine   abitate...      ...Questo è il caso particolare di Liverpool, una città industriale che ospita nei suoi quartieri periferici gli operai che lavorano in fabbrica.   L'industria più importante e sviluppata era quella tessile di proprietà della famiglia tedesca Von Baghen, che esportava i suoi prodotti in tutta Europa. Conteneva numerosi macchinari , azionati da operai sottopagati che lavoravano senza interruzione per dodici ore al giorno; i bambini non erano risparmiati, ma, grazie a una nuova legge sugli orari di lavoro nelle fabbriche, fu permesso loro di essere impiegati solo per nove ore al giorno.  La famiglia Von Baghen, invece,  abitava in uno dei quartieri più lussuosi  della città.  La fabbrica, era di proprietà di Adolf Von Baghen, che ormai anziano, ne lasciò la gestione al figlio Albert, che, incapace di gestire le rivolte degli operai lasciò che lo stabilimento andasse in rovina.  Colto dalla disperazione e dall'ira, Adolf, tolse dalle mani del figlio l'atto del passaggio di proprietà.  Senza più soldi e senza un posto di lavoro Albert fu costretto a girovagare per la città in cerca di un posto dove stare. Erano giorni che non mangiava, quando vide in lontananza delle piccole baracche abitate dagli operai e le proprie famiglie. Pensò che fosse il posto ideale per rifugiarsi, almeno finché le cose tra lui e suo padre non fossero andate per il verso giusto.  Lì chiese asilo e fu ospitato da una famiglia numerosa, che pur abitando in un appartamento così piccolo, lo accolse. -Grazie per la vostra ospitalità- disse Albert -ricambierò il favore molto presto! Nel frattempo avrei bisogno di un lavoro-.  -Chiederò a mio marito se può aiutarti!- disse Amanda, la proprietaria di casa.   Il giorno seguente, George, il marito di Amanda, portò Albert a lavorare con lui. Solo in un secondo momento Albert si rese conto che il luogo in cui era stato condotto, era la vecchia fabbrica di suo padre. Costretto a lavorare molte ore al giorno, capì quanto fosse difficile la vita degli operai e di quanto era stato duro con loro.  Il padre, tornato di nuovo proprietario, passò a controllare la produzione di tessuti e si accorse del nuovo dipendente: si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla e disse :  -non basta esseri in crisi, adesso devo anche pagare un operaio in più?!?-  Solo allora Albert si voltò mostrando il suo viso al padre, che al momento non lo riconobbe. Quando finalmente si accorse di chi aveva davanti, non si scompose e esclamò : -È quello che ti meriti per avermi fatto andare in rovina! Non hai idea di quanti soldi abbia perso per colpa tua!  E voltandogli le spalle se ne andò e Albert triste continuò il suo lavoro al servizio del padre.  Ben presto si ammalò di tubercolosi e venne licenziato, il padre non ebbe compassione di lui, così fu costretto a trattenersi dalla famiglia che lo ospitava.  Ma la casa era sporca e l'igiene pessima, lui non ce la fece a sopravvivere, nonostante molte persone avessero fatto il possibile per aiutarlo.                  Catania Riccardo, Castelli Michele, Rosati Sofia.                    

In molte città inglesi ci sono uno o più quartieri poveri, dove vivono  gli operai, lunghe file di costruzioni squallide in mattoni a uno o due piani con le cantine   abitate...     

...Questo è il caso particolare di Liverpool, una città industriale che ospita nei suoi quartieri periferici gli operai che lavorano in fabbrica.  

L'industria più importante e sviluppata era quella tessile di proprietà della famiglia tedesca Von Baghen, che esportava i suoi prodotti in tutta Europa. Conteneva numerosi macchinari , azionati da operai sottopagati che lavoravano senza interruzione per dodici ore al giorno; i bambini non erano risparmiati, ma, grazie a una nuova legge sugli orari di lavoro nelle fabbriche, fu permesso loro di essere impiegati solo per nove ore al giorno. 

La famiglia Von Baghen, invece,  abitava in uno dei quartieri più lussuosi  della città. 

La fabbrica, era di proprietà di Adolf Von Baghen, che ormai anziano, ne lasciò la gestione al figlio Albert, che, incapace di gestire le rivolte degli operai lasciò che lo stabilimento andasse in rovina. 

Colto dalla disperazione e dall'ira, Adolf, tolse dalle mani del figlio l'atto del passaggio di proprietà. 

Senza più soldi e senza un posto di lavoro Albert fu costretto a girovagare per la città in cerca di un posto dove stare. Erano giorni che non mangiava, quando vide in lontananza delle piccole baracche abitate dagli operai e le proprie famiglie. Pensò che fosse il posto ideale per rifugiarsi, almeno finché le cose tra lui e suo padre non fossero andate per il verso giusto. 

Lì chiese asilo e fu ospitato da una famiglia numerosa, che pur abitando in un appartamento così piccolo, lo accolse.

-Grazie per la vostra ospitalità- disse Albert -ricambierò il favore molto presto! Nel frattempo avrei bisogno di un lavoro-. 

-Chiederò a mio marito se può aiutarti!- disse Amanda, la proprietaria di casa.  

Il giorno seguente, George, il marito di Amanda, portò Albert a lavorare con lui. Solo in un secondo momento Albert si rese conto che il luogo in cui era stato condotto, era la vecchia fabbrica di suo padre. Costretto a lavorare molte ore al giorno, capì quanto fosse difficile la vita degli operai e di quanto era stato duro con loro. 

Il padre, tornato di nuovo proprietario, passò a controllare la produzione di tessuti e si accorse del nuovo dipendente: si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla e disse :

 -non basta esseri in crisi, adesso devo anche pagare un operaio in più?!?- 

Solo allora Albert si voltò mostrando il suo viso al padre, che al momento non lo riconobbe. Quando finalmente si accorse di chi aveva davanti, non si scompose e esclamò :

-È quello che ti meriti per avermi fatto andare in rovina! Non hai idea di quanti soldi abbia perso per colpa tua! 

E voltandogli le spalle se ne andò e Albert triste continuò il suo lavoro al servizio del padre. 

Ben presto si ammalò di tubercolosi e venne licenziato, il padre non ebbe compassione di lui, così fu costretto a trattenersi dalla famiglia che lo ospitava. 

Ma la casa era sporca e l'igiene pessima, lui non ce la fece a sopravvivere, nonostante molte persone avessero fatto il possibile per aiutarlo.

 

               Catania Riccardo, Castelli Michele, Rosati Sofia.

                  
 

 

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bellissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Inviato 16:38, 17 Dic 2011 ()
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