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MALATTIE EREDITARIE

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Le malattie ereditarie si trasmettono da una generazione all’altra, moltissime sono dovute ad un’ alterazione di un singolo gene all’interno dei cromosomi, queste vengono dette malattie monogeniche. Il Dna del genoma umano non e' immutabile, va incontro molto spesso ad alterazioni. La maggior parte di queste mutazioni non ha nessuna conseguenza, ma alcune causano effetti dannosi e malattie. Queste malattie si trasmettono nelle famiglie secondo leggi ben definite che sono state scoperte dall'abate Gregorio Mendel e da questo prendono il nome di mendeliane. La mutazione genica è presente fin dal concepimento. Alcune di queste malattie comportano conseguenze apprezzabili nel neonato per la presenza di malformazioni o altre anomalie dello sviluppo. Altre malattie monogeniche si manifestano durante le età successive della vita. Si distinguono quattro meccanismi ereditari:

  • Autosomico dominante

  • Autosomico recessivo

  • Legato al cromosoma X dominante

  • Legato al cromosoma x recessivo

Le malattie mendeliane possono essere determinate da mutazioni di geni localizzati sugli autosomi (cromosomi non sessuali) o da mutazioni di geni localizzati sui cromosomi sessuali. Le malattie dominanti colpiscono le persone che portano un sigolo gene mutato. Le malattie recessive colpiscono i soggetti che portano due copie del gene mutato. Una mutazione autosomica dominante può esere trasmessa ad un figlio da un genitore che è ammalato. I genitori di un bambino con malattia autosomica dominante possono essere anche sani. Nelle malattie autosomiche dominanti entrambi i sessi possono essere colpiti o possono trasmettere la patologia. I genitori di un bambino con malattia autosomica recessiva sono sani, ma portatori di una mutazione del gene per quella malattia. Un fattore di rischio per le malattie autosomiche recessive è costituito dalla consanguineità. La maggior parte delle malattie legate al cromosoma x sono recessive. Le mutazioni si trasmettono attraverso femmine portatrici (cioè sane) e si esprimono in media nei figli maschi. Le malattie monogeniche non sono diagnosticabili mediante esame cromosomico, in quanto le mutazioni geniche sono troppo piccole per essere visualizzate al microscopio.

ANEMIA FALCIFORME

L'anemia drepanocitica è una malattia genetica del sangue in cui i globuli rossi circolanti, in condizione di bassa tensione di ossigeno, assumono una forma irregolarmente cilindrica spesso ricurva che assomiglia ad una mezzaluna o una falce. Per questo motivo l'anemia drepanocitica è anche detta anemia falciforme. L'anemia falciforme è caratterizzata da un elevato numero di reticolociti nel sangue periferico. Da un punto di vista patogenetico, è classificata fra le anemie da difetto di sintesi dell'emoglobina. La condizione falcemica è ereditata tramite i cromosomi recessivi, ed è caratterizzata dalla produzione di una emoglobina patologica, che per le sue caratteristiche chimiche, tende a precipitare e a confluire ai globuli rossi la tipica forma a falce. I soggetti eterozigoti, producono meno del 50% di HbS e sono di solito asintomatici. I soggetti omozigoti presentano quantità notevolmente più alte di HbS patologica e il loro quadro clinico è più grave, caratterizzato da numerose crisi di anemia falciforme. 

ACONDROPLASIA 

 L’acondroplasia è un tipo di disordine genetico autosomico dominante, letale allo stato omozigote. È una forma di nanismo che colpisce solo gli arti, braccia e gambe che crescono notevolmente meno rispetto al resto del corpo. Un'alta percentuale dei malati sopravvive solo pochi giorni o nasce già deceduta. L'aspettativa di vita di chi supera i primi giorni è piuttosto lunga, l'altezza da adulti raggiunge i 140 cm. Tale condizione può portare anche all’ernia del disco e successiva paraplegia acuta. 

TRISOMIA 21

 La sindrome di Down è una delle più note patologie prodotte da un'anomalia negli autosomi. Il nome deriva da John Langdon Down che ha descritto la patologia nel 1862, usando il termine mongoloidismo a causa dei tratti somatici del viso dei pazienti che richiama quelli delle popolazioni asiatiche orientali, quali i mongoli. Altro termine utilizzato per alcune tipologie della sindrome è trisomia 21.  Gli individui affetti dalla sindrome hanno 47 cromosomi invece di 46. Questa condizione è la conseguenza della mancata disgiunzione durante la meiosi. L'anomalia può verificarsi sia nel maschi sia nella femmina.

COREA DI  HUNTINGTON 

La malattia di Huntington o MH è una malattia degenerativa del sistema extrapiramidale che rientra nel capitolo delle sindromi ipercinetiche. La malattia è stata descritta nel 1872 da George Huntington. Tale patologia si presenta con caratteristiche quali ereditarietà, disturbi del movimento, fra cui còrea (dal greco, danza), disturbi cognitivi e del comportamento. L'età d'esordio si colloca attorno ai 40-50 anni.  

FIBROSI CISTICA

La fibrosi cistica (FC), o mucoviscidosi, è una malattia genetica autosomica recessiva, che si manifesta pienamente soltanto negli omozigoti e con nessuna sintomatologia clinica negli eterozigoti, causata da una mutazione del gene CFTR che codifica per una proteina di 1480 aminoacidi situata sulla membrana cellulare delle cellule epiteliali, la cui funzione, normalmente, è quella di trasportare il cloro e il sodio (e conseguentemente l'acqua) attraverso le membrane cellulari a livello della membrana apicale delle cellule epiteliali delle vie aeree, del pancreas, dell'intestino, delle ghiandole sudoripare e dei vasi deferenti. Lo squilibrio ionico è causato da un'alterazione della secrezione da parte delle cellule epiteliali di ioni cloro e un conseguente maggior riassorbimento di sodio e acqua. È la malattia genetica ereditaria mortale più comune nella popolazione caucasica. Si conoscono più di 1000 diverse mutazioni del gene CFTR. La più frequente nella popolazione di origine caucasica è una delezione di 3 nucleotidi, che provoca la perdita dell'aminoacido fenilalanina codificato dal codone 508 (delta F508). Questa patologia si caratterizza per un'anomalia nel trasporto del cloro nella membrana delle cellule delle ghiandole a secrezione esterna. Di conseguenza queste ghiandole secernono un muco denso e vischioso e quindi poco scorrevole. Negli organi interessati, le secrezioni mucose, essendo anormalmente viscide, determinano un'ostruzione dei dotti principali, provocando l'insorgenza di gran parte delle manifestazioni cliniche tipiche della malattia, come la comparsa di infezioni polmonari ricorrenti, di insufficienza pancreatica, di steatorrea, di stati di malnutrizione, di cirrosi epatica, di ostruzione intestinale e di infertilità maschile.

 FEBBRE MEDITERRANEA FAMILIARE

 La febbre mediterranea familiare è una malattia autosomica recessiva, un disordine ereditario che interessa le varie popolazioni che vivono nelle coste del mar Mediterraneo. Gli attacchi sono imprevedibili e come le malattie autoinfiammatorie è talora correlata a stress fisici e psichici. Le prime manifestazioni avvengono in età pediatrica. La conoscenza del quadro clinico orienta alla diagnosi, che può essere confermata con un semplice prelievo di sangue sul quale viene eseguito un test genetico I sintomi riscontrati vanno dal dolore addominale, all’artrite, alla pleurite, alla leucocitosi. Spesso La sua durata può anche superare un anno nelle persone. Colpisce prevalentemente i maschi e si manifesta principalmente nel periodo adolescenziale, infatti il 90% dei casi notati la persona affetta aveva meno di 20 anni.  

SINDROME DI TURNER 

La sindrome di Turner è una sindrome legata ad un'anomalia citogenetica, principalmente di tipo X0 conseguente ad un errore nel corretto appaiamento dei cromosomi durante la meiosi. La sindrome di Turner corrisponde a diverse alterazioni cromosomali, delle quali la monosomia del cromosoma sessuale X la più comune. L'incidenza della sindrome è di 1 su 2.500 femmine nate. Si stima però che il 99% di tutti gli embrioni affetti muoia prima della nascita. La caratteristica normale del cariotipo femminile è la presenza di due cromosomi sessuali X. Gli individui con la sindrome, invece, presentano una monosomia completa o parziale del cromosoma X.

 EREDITA' MEDELIANA 

Molte malattie ereditarie dell'uomo sono determinate da mutazioni in singoli geni e sono quindi trasmesse come caratteri monogenici o mendeliani. Le caratteristiche di tale trasmissione dipendono dal fatto che le due copie di uno stesso gene (alleli) presenti sui cromosomi materni e paterni segregano ognuna in un gamete differente; inoltre, che ogni coppia di alleli si separa in modo indipendente dalle altre. Le modalità di trasmissione mendeliana sono tre: autosomica dominante, autosomica recessiva e legata al cromosoma X, quest'ultima suddivisa a sua volta in dominante e recessiva. Le mutazioni dominanti vengono espresse anche negli individui eterozigoti, cioè coloro che portano un solo allele mutato per quel carattere, oltre a quello normale. Le mutazioni recessive, invece, per manifestarsi fenotipicamente devono coinvolgere ambedue le copie di alleli (cosa che avviene negli omozigoti), mentre negli eterozigoti sono silenti. La stessa distinzione tra dominanti e recessive viene fatta anche per le mutazioni che interessano i geni dei cromosomi sessuali, anche se con qualche differenza. I maschi infatti sono dotati di un solo cromosoma X. Per questo motivo ogni mutazione presente sul cromosoma X, anche se recessiva, viene espressa: si parla in questo caso di maschi emizigoti. Nelle donne, invece, vi sono due cromosomi X, ma uno di questi viene inattivato casualmente in una fase precoce dell'embriogenesi; per questo fenomeno, in media metà delle cellule mantiene attivo il cromosoma sessuale ereditato dal padre e metà quello ereditato dalla madre. Perciò, le donne portatrici di una mutazione legata all'X hanno due popolazioni cellulari: una con l'X mutato attivo, l'altra con l'X normale attivo (mosaicismo). Lo studio dell'albero genealogico permette in molti casi, di distinguere tra questi diversi meccanismi ereditari individuando il modello di trasmissione di una determinata malattia mendeliana. Esiste anche un'eredità legata al cromosoma Y, ma dal punto di vista pratico non è rilevante, dato che questo cromosoma contiene pochi geni ed è importante quasi solo per l'informazione correlata allo sviluppo sessuale maschile. Una difficoltà che si incontra spesso quando si tenta di stabilire il modello di trasmissione di una malattia ereditaria è l'eterogeneità genetica, ovvero la presenza di quadri clinici simili o identici, che sono dovuti a mutazioni diverse. Per esempio, la retinite pigmentosa può essere dovuta alla mutazione di oltre 15 geni diversi, alcuni dei quali si trasmettono come caratteri autosomici dominanti, altri come autosomici recessivi, altri infine come mutazioni legate all'X.  

 


 

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per facilitare la lettura del testo, che non e' facile, ho modificato la divisione in piccoli paragrafi, evidenziate le parole importanti o le frasi significative, dove potete, semplificate
Inviato 18:32, 5 Mar 2010 ()
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